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Mostre

L’inchiesta esclusiva di «Il Giornale dell’Arte» e «The Art Newspaper»

Il mostrometro

In Italia, nel IV centenario della morte, Caravaggio (5.110 visitatori al giorno) surclassa i rivali (Dalí 2.465 e Calder 3.492), dimostrandosi l’unico in grado di contrastare gli impressionisti. Nel mondo primatista è di nuovo il Giappone con Hasegawa Tohaku (12.116), morto lo stesso anno di Caravaggio

La lunga coda di visitatori all’ingresso della mostra di Caravaggio alle Scuderie del Quirinale di Roma

Come già negli anni scorsi, i musei giapponesi occupano le prime posizioni: la retrospettiva di Hasegawa Tohaku (1539-1610), al Tokyo National Museum per il 400mo anniversario della morte, si è aggiudicata il primo posto con 12.116 visitatori al giorno (al quarto posto con i 9.098 nella tappa a Kyoto). Folle oceaniche anche per i dipinti postimpressionisti del Musée d’Orsay di Parigi che hanno assicurato al National Art Center di Tokyo la seconda posizione: 10.757 visitatori al giorno hanno ammirato le opere di Cézanne, Van Gogh e altri nella tappa giapponese del tour mondiale che comprendeva anche Camberra (3.527) e San Francisco (4.614). Anche da solo Van Gogh continua a mietere successi, se 8.436 appassionati hanno visitato il National Art Center di Tokyo. Ciò conferma che il Giappone è ancora il Paese dei grandi eventi, anche escludendo l’annuale mostra di tesori Shoso-in al Nara National Museum (23 ott.-11 nov.), che ha attratto 14.533 visitatori al giorno. Dalla classifica di quest’anno sono state escluse queste «mostre al tempio» poiché per molte persone la visita rappresenta più un atto di devozione religiosa che di apprezzamento per l’arte. Che la previsione di affluenza a una mostra non sia una scienza esatta lo dimostrano i 9.290 visitatori che ogni giorno si sono recati alla National Gallery di Washington per vedere il modello in gesso di una statua di Abraham Lincoln, esposto in una rassegna dedicata al Lincoln Memorial e organizzata per il 200mo anniversario della nascita del presidente degli Stati Uniti. La mostra, che ha attratto in totale 2,9 milioni di visitatori (terzo posto), era a ingresso libero, ma lo è anche gironzolare al National Mall per ammirare la scultura definitiva del XVI presidente degli Stati Uniti, opera di Daniel Chester French. L’inchiesta sulle mostre del 2010 è più internazionale che mai, proponendo per la prima volta dati da svariate sedi brasiliane e coreane. Ad esempio, due mostre di artiste donne, Regina Silveira e Rebecca Horn, più un’altra di arte islamica, hanno attratto tutte poco meno di 7mila visitatori al giorno al Centro Cultural Banco do Brasil di Rio de Janeiro, collocando la sede della fondazione bancaria tra le 15 più frequentate al mondo. No­nostante i tagli del 39% al suo budget per le mostre temporanee, il Metropolitan Museum di New York ha resistito alla recessione e la decisione del direttore Thomas Campbell di prolungare la mostra di opere di Picasso dalle collezioni del museo è stata proficua: con 7.380 visitatori al giorno si è classificato all’ottavo posto al mondo, ma in città è stato superato dal MoMA, che ha organizzato nove dei dieci eventi più frequentati di New York, tra cui la retrospettiva di Marina Abramovic (al nono posto assoluto con 7.120 visitatori al giorno). I parigini si sono accalcati alla mostra su «Il Secolo d’Oro olandese» alla Pinacothèque de Paris, che proponeva opere di Rembrandt e Vermeer in prestito dal Rijks­museum di Amsterdam: con 5.738 visitatori al giorno (19ma posizione in classifica), la mostra, notevolmente pubblicizzata, ha fatto registrare risultati migliori di quelli ottenuti dal Grand Palais con le rassegne dedicate a Turner (5.339), Renoir (4.803) e con la grande installazione ideata da Christian Boltanski (4.479) per Monumenta. A Londra è il «solito» Van Gogh (4.785 visitatori al giorno, ma «solo» alla 29ma postazione), con una mostra che alla Royal Academy of Arts accostava dipinti e lettere, a restituire all’istituzione il primato della frequentazione alle mostre della città. Dove, però, la vera meta degli appassionati (paganti) di arte contemporanea sembra essere la Saatchi Gallery, la cui media giornaliera si aggira attorno ai 4mila visitatori giornalieri. Ovviamente la Tate Modern rimane il tempio indiscusso del contemporaneo: l’installazione di Miroslaw Balka nella Turbine Hall è stata vista giornalmente da 12.980 visitatori, che però non hanno pagato uno specifico biglietto d’entrata alla mostra, per questo motivo conteggiata in una classifica a parte. Il colpo a sorpresa della National Gallery of Art è stata una rassegna, ad accesso libero, dell’installazione di un quartiere a luci rosse olandese, «The Hoerengracht», di Ed e Nancy Kienholz (2.400 persone al giorno). Per quanto riguarda l’Italia, bisogna fermare lo sguardo alla 24ma posizione della classifica generale per incrociare la prima mostra svoltasi nel nostro Paese, rappresentato dal più italiano dei fenomeni espositivi degli ultimi anni: Caravaggio, del quale ricorreva il quarto centenario della morte (proprio come nel caso del giapponese Hasegawa Tohaku, campione assoluto). Delle molteplici mostre organizzate in Italia per l’occasione, è stata la retrospettiva alle Scuderie del Quirinale di Roma ad attrarre il maggior numero di visitatori: 5.110 al giorno, per un totale di 582.577. Ed è un’altra mostra romana, quella di Alexander Calder al Palazzo delle Esposizioni, ad aggiudicarsi, con una media giornaliera di 3.492 visitatori, il secondo gradino del podio, cui segue con il risultato di 2.464, Dalí al Palazzo Reale di Milano. La Biennale Internazionale di Architettura, che occupa la quarta posizione con 2.009 visitatori al giorno (quella di arte, nel 2009, figurava al primo posto della classifica con una media giornaliera di 2.223 visitatori, e un totale di 375.702, favorito da quasi due mesi in più di apertura), è seguita dalla tappa romana della retrospettiva di Edward Hopper alla Fondazione Roma Museo, dove è stata visitata giornalmente da 1.749 persone, per un totale di 206.342. E si tenga presente che già la versione milanese della mostra, nel 2009, si era piazzata al terzo posto della classifica con una media giornaliera di 1.854 visitatori (per un totale di 202.127). Di tutto rispetto anche il risultato ottenuto dalle tre retrospettive dedicate ad altrettanti maestri antichi, certamente meno «facili» di Caravaggio: Bronzino a Palazzo Strozzi a Firenze (al nono posto con 1.154 visitatori al giorno), Cima da Conegliano a Palazzo Sarcinelli di Conegliano (al 13mo posto con 958 visitatori al giorno) e Chardin a Palazzo dei Diamanti a Ferrara (al 25mo posto con una media giornaliera di 740 visitatori).

© Riproduzione riservata

Dati raccolti da Helen Stoilas con Eliza Apperly, Alessandro Botta, Rob Curran, James Hobbs, Maureen Marozeau, Giovanna Paternò e Bonnie Rosenberg
L'elenco completo delle mostre più visitate del 2010 in tutto il mondo è pubblicato su «Il Giornale dell'Arte» di aprile, in edicola.

Javier Pes, Emily Sharpe e Cristina Valota, da Il Giornale dell'Arte numero 308, aprile 2011


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