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Italia 150, Firenze: viva la nostra lingua (almeno quella)

Il mito di Dante, la musica e la lingua: l’identità locale come elemento unificante per l’intero Paese

Domenico Petarlini, «Dante in esilio», 1860, Firenze, Galleria d’arte moderna-Pitti

Firenze. Per le celebrazioni ufficiali si aprirà il 29 maggio, nella sala di Dante della Biblioteca Nazionale, la mostra «Il mito di Dante e l’Unità d’Italia», sul poeta come riferimento simbolico delle aspirazioni civili e identitarie risorgimentali e più in generale come padre fondatore della Nazione: in mostra dipinti di artisti come Gaetano Previati, Domenico Morelli, Giuseppe Bertini, Carl Vogel von Vogelstein, Mosè Bianchi, ma anche sculture di Giovanni Dupré e Vincenzo Vela. La mostra dialoga con quella nel Chiostro delle Leopoldine di Santa Maria Novella, «La lingua fattore dell’unificazione nazionale» (dal 29 maggio), a cura della Società Dante Alighieri e dell’Accademia della Crusca. Vi è poi la mostra curata da Cristina Acidini, Antonio Paolucci e Maria Sframeli «La Bella Italia. Arte e identità delle città capitali» (11 ottobre-4 marzo 2012), che invaderà tutti gli spazi espositivi dei musei di Palazzo Pitti, la «reggia» di Firenze che fu dei Savoia dopo l’Italia unita: è organizzata in collaborazione con La Venaria Reale di Torino, dove fa la prima tappa. Agli Uffizi, sempre in autunno, a cura di Antonio Natali e Carlo Sisi, si terrà una mostra sul tema della battaglia con dipinti dell’Ottocento e del Novecento (quindi anche con le battaglie di Cagli e Guttuso) e gessi legati all’epopea risorgimentale. Santa Maria della Scala di Siena ospita «L’anima e la musica. L’esperienza romantica e l’età del Risorgimento tra dipinti e suggestioni multimediali» (12 marzo-19 giugno), una mostra a cura di Sergio Carrubba, Orietta Rossi Pinelli e Roberto Venuti, che compie una rilettura del Romanticismo attraverso il prisma dei generi musicali propri dell’epoca (notturni, mazurche, ballate, polacche, valzer, preludi e concerti) e del loro intreccio con i temi propri della cultura e sensibilità romantica. Insieme alle opere originali (Füssli, Ingres, Friedrich, Constable, Boldini...) figurano anche opere virtuali su schermi al plasma.
Uno sguardo invece dall’arte contemporanea è offerto dalla mostra itinerante «Geopitture» di Giulio Galgani, curata da Martina Corgnati che prende il via il 5 marzo al Castello di Marciano, in Val di Chiana: un viaggio attraverso identità locali della penisola con opere realizzate in tecnica mista per proporre una riflessione sulla storia locale, nazionale e globale. Per settembre è attesa la mostra alla Biblioteca della Fondazione Spadolini «Una certa idea dell’Italia. Il Risorgimento di Spadolini», curata da Cosimo Ceccuti che, oltre a offrire una ricostruzione dell’epopea risorgimentale attraverso i ricchissimi materiali della collezione dello statista, fondatore del Ministero per i Beni culturali, comprenderà anche una giornata di studi. A cura della Fondazione Spadolini, insieme al Comune di Rosignano, è la mostra, sempre a carattere storico-documentario, che si apre a Castiglioncello, su «Il Risorgimento. Pagine di storia locale nazionale da Rosignano all’Italia» (12 marzo-21 maggio). Non si sa ancora se entro il 2011 o già nel nuovo anno, si terrà invece la mostra dedicata alla «Donna nel Risorgimento».

© Riproduzione riservata

Laura Lombardi, da Il Giornale dell'Arte numero 307, marzo 2011


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