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Vernissage

New York

Pene del contrappasso

Nel New Museum un’antologica di Lynda Benglis, una femminista non ortodossa che scippò ai maschi il loro «orgoglio» ma non il potere nel sistema dell’arte

Da sinistra «Quartered Meteor» (1969-75), «Sparkle Knot V» (1972) e «Wing» (1970). Cortesia dell’artista e Cheim & Read, New York. © Lynda Benglis. DACS, Londra/VAGA, New York 2009

Alla fine degli anni Sessanta, Lynda Benglis era celebrata per la sua arte astratta orientata dai vibranti colori, che comprendeva dipinti totemici a cera, pitture a pavimento con colature di lattice, sculture in schiuma uretanica e calchi biomorfici. Ma nel novembre 1974, in piena protesta femminista, la Benglis balzò alla ribalta per una fotografia che realizzò come pubblicità di se stessa sulla rivista «Artforum». La raffigurava unta di olio solare e nuda, se non per un paio di occhiali da sole dalla montatura bianca, mentre brandiva un enorme pene artificiale dalla doppia punta. Quella fotografia avrebbe segnato tutta la sua carriera. Ora, spaziando su quarant’anni di attività, una retrospettiva che il New Museum le dedica all’artista fino al 19 giugno, corregge il tiro.
Lynda Benglis, è la sua unica mostra in un museo in vent’anni.
È una mostra «di studio», non  una retrospettiva. È una raccolta di esempi scelti da cinque diversi curatori, quindi non è la visione personale di qualcuno in particolare.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Linda Yablonsky, da Il Giornale dell'Arte numero 307, marzo 2011


  • Lynda Benglis, «Contraband» (1969) con, sullo sfondo, «The Manu Light Vessel I» e «The Manu Light Vessel III» (2009). © Lynda Benglis/Licensed by VAGA, New York
  • Lynda Benglis. Courtesy Cheim & Read, New York. Foto Anand Sarabhai
  • «Primary Structures (Paula’s Props)» (1975), di Lynda Benglis. Cortesia dell’artista e Cheim & Read, New York. © Lynda Benglis. DACS, Londra/VAGA, New York 2009
  • L’annuncio pubblicitario apparso su «Artforum» nel novembre 1974. Cortesia Cheim & Read
  • Lynda Benglis, «Phantom», 1971. Cortesia Paula Cooper Gallery, New York © Lynda Benglis/Licensed by VAGA, New York
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