Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Gallerie

Madrid

Arco numero 30: la prima di Don Carlos

Il compleanno coincide con il difficile momento dell’economia spagnola, ma il neodirettore Carlos Urroz spera che la fiera, limitati gli eventi collaterali e con tavole rotonde da club privé, sia una boccata d’ossigeno per i galleristi

Carlos Urroz

Madrid. È italiana la galleria più giovane della fiera d’arte contemporanea Arco che celebrerà la sua 30ma edizione dal 16 al 20 febbraio. La milanese Jerôme Zodo, con meno di un anno di vita, espone due installazioni audiovisive interattive dello svizzero Simon Senn, nel nuovo programma «Opening: Jóvenes Galerias Europeas». La partecipazione italiana è quasi interamente focalizzata sulla scena milanese con cinque gallerie su sei: oltre a Zodo, Riccardo Crespi, Cardi Black Box, ProjectB Contemporary e Prometeo Gallery. Quest’ultima, che rappresenta lo spagnolo Santiago Sierra e diversi artisti latinoamericani, tra cui Regina Galindo, è l’unica veterana di Arco insieme allo Studio Trisorio di Napoli, che porta, tra gli altri, Eulàlia Valldosera: valori sicuri in una fiera dove storicamente trionfano gli artisti nazionali.
La diminuzione delle gallerie ammesse alla prima edizione diretta da Carlos Urroz, succeduto lo scorso anno a Lourdes Fernández, non è stata così drastica: alla fine sono 194, solo una quarantina in meno rispetto al 2010. Chi sperava che la fiera si sarebbe trasferita in una sede più centrale della città rimarrà deluso, visto che Arco si svolgerà ancora nello spazio espositivo dell’Ifema. Urroz afferma che i partecipanti sono abituati al centro fiere che offre delle comodità (come il parcheggio) inimmaginabili nel centro di Madrid.

Parole a porte chiuse
Per quanto riguarda le altre novità, i galleristi sono soddisfatti della riduzione di attività collaterali, che a loro avviso distraevano i collezionisti. Resta da vedere se gli incontri in «petit comité», riservati ai professionisti e diretti da nomi di spicco come la collezionista Francesca Thyssen o la ex curatrice della Biennale di Venezia Rosa Martínez, funzioneranno come punto d’incontro ad alto livello o si ridurranno a un club privato di vecchi amici o nemici. Su questo argomento, però, Urroz taglia corto, affermando che la partecipazione a conferenze e tavole rotonde aperte impedisce ai relatori di visitare la fiera. A parte la sezione dedicata alla Russia, Paese invitato con l’esigua rappresentazione di otto gallerie, selezionate da Daria Pyrkina, curatrice del Centro Nazionale per le Arti contemporanee di Mosca, Arco riserva una speciale attenzione al Sudamerica, protagonista della sezione «Solo Projects: Focus Latinoamérica». In questo spazio esporranno quattordici gallerie orientate all’arte emergente, selezionate dalla brasiliana Luisa Duarte, dalla curatrice del Museo Rufino Tamayo di Città del Messico Daniela Pérez e dalla conservatrice di arte latinoamericana della Tate Gallery Julieta González. I giovani artisti europei esibiscono le loro opere negli stand di venti  gallerie, con meno di otto anni di vita, del già citato «Opening», coordinato dalla gallerista Maribel López. No­nostante la crisi, l’incertezza economica e una riduzione del budget intorno al 20%, Arco mantiene il suo programma di sostegno alle gallerie, sobbarcandosi i costi per invitare 150 collezionisti e per attivare un servizio gratuito di consulenza ai compratori. Le celebrazioni per i 30 anni della fiera, in linea con l’austerità del momento, saranno solo un’ombra degli antichi fasti madrileni. Ci sarà un programma di visite private ai principali centri d’arte della città e una mostra, curata da Andrés Mengs, che ripercorre le tappe di Arco attraverso le immagini più significative di ogni edizione. Inoltre Illycaffè sponsorizza gli spazi per il relax, disegnati da Tobias Rehberger. Mentre in Spagna la crisi non accenna a mollare la presa, Urroz ricorda che durante la recessione degli anni Novanta le gallerie concludevano la metà dei loro affari proprio in fiera, una situazione che spera si ripeterà quest’anno. Nella fiera principale, il mix tra gallerie locali e straniere si mantiene sui livelli dell’ultima edizione (40% spagnole, 60% dal resto del mondo), con un’impronta marcatamente europea, che il direttore attribuisce al fatto che l’Armory Show di New York cade solo poche settimane dopo. Negli stessi giorni di Arco si tengono altre due fiere. «Art Madrid» celebra la sua sesta edizione nel Padiglione di Cristallo della Casa de Campo con 60 gallerie spagnole, mentre la seconda edizione della rassegna di arte emergente «Just Mad» riunisce 50 gallerie di 12 Paesi, tra cui la Casa Falconieri & Spazio P di Cagliari, nel palazzo della calle Velázquez 29.

© Riproduzione riservata

Roberta Bosco e Melanie Gerlis, da Il Giornale dell'Arte numero 306, febbraio 2011


  • Carlos Aires, «Llorando», 2010, galleria MAM Mario Mauroner

GDA409 Luglio-Agosto 2020

GDA409 Vernissage Luglio-Agosto 2020

GDA409 Il Giornale di Economia Luglio-Agosto 2020

GDA409 Il Giornale delle Mostre Luglio-Agosto 2020

GDA409 Vedere in Emilia Romagna Luglio-Agosto 2020

GDA409 Vedere nelle Marche Luglio-Agosto 2020

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012