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Le affinità elettive di Rosenblum e Strand

Paul Strand, «Giovane ragazzo-Gondeville», 1950-51. © Aperture foundation, Inc., Paul Strand Archive. Courtesy Rosenblum Family

Roma. Walter Rosenblum conosce Paul Strand nel 1937 a New York, a 17 anni, appena entrato nella mitica Photo League di cui resta membro attivo fino al 1950 seguendone l’intera  storia. Il loro rapporto non è soltanto quello tra maestro e allievo, ma di stima e profonda amicizia tra due giganti della fotografia del Novecento. Nel 1949 Strand lascia gli Stati Uniti schiacciati dalla repressione maccartista finendo per stabilirsi in Francia dove passa i rimanenti ventisette anni della sua vita. «Non hai idea di come sia fresca l’aria che il tuo lavoro in Europa ci porta fin qui. Gran parte del progresso umano è dovuto proprio a gente creativa come te», gli scrive Rosemblum nel settembre del 1950. Oggi il carteggio composto da oltre cento lettere autografe e il mai interrotto rapporto tra i due artisti sono diventati una mostra al Museo di Roma in Trastevere a cura di Enrica Viganò (fino al 20 marzo). Grazie agli studi che Naomi Rosenblum, storica della fotografia e moglie di Walter, ha dedicato a questa corrispondenza sarà possibile leggere le loro riflessioni non solo sulla tecnica fotografica e i materiali ma sulla vita stessa, ispiratrice e materia viva del loro lavoro.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 306, febbraio 2011

©RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Walter Rosenblum, «D-day dello sbarco in Normandia», 1944. © Rosenblum Family
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