Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Libri

Alle origini dello «stellone»

Lo «stellone» della Repubblica Italiana

Esce in questi giorni da Mudima l’imponente studio di Giovanni Lista sulla «Stella d’Italia», intesa come «luogo della memoria» e mito fondativo dell’italianità, di cui l’autore va in cerca dell’origine, indietro fino alla materna Stella Veneris che guidò Enea verso le coste di Esperia (Giovanni Lista, La Stella d’Italia, 632 pp., 474 ill., Mudima, Milano 2011, € 58,00 o € 100,00, con cofanetto e stampa litografica). Tre domande all’autore.
Trent’anni di ricerche, documentali e iconografiche: perché proprio sulla «Stella d’Italia»?
Perché è il nostro simbolo più antico e se ne ignoravano le origini. Quando è stato inserito nell’emblema della Repubblica si parlò vagamente di «tradizione». Appare infatti nei libri di Carlo Sigonio e Ludovico Antonio Muratori, come nei dipinti di Toma, Bisson, Sartorio, Maccari, Balla, Sironi. Ne parlano poeti come Parini e Carducci. Molti, tra cui Gramsci, si sono chiesti perché gli italiani siano così affezionati allo «stellone». Ho voluto sciogliere questo enigma, sconfinando dall’arte all’antropologia culturale, fino a cercare di capire chi siamo, cioè cosa significhi essere italiani.
L’astro è un simbolo universale, diffuso in tutte le culture. In base a quali prove, nel caso dell’Italia, si può arretrare di 26 secoli, fino alla Stella Veneris?
Se ne riscontrano tracce esplicite nei fatti storici. Ad esempio nelle celebrazioni di Cesare divinizzato, che facevano scrivere a Plinio il Vecchio: «L’unico luogo al mondo dove una stella sia oggetto di culto è un tempio di Roma». La tradizione politica del Caesaris Astrum e la tradizione geografica dell’Italia come Esperia si riferiscono ambedue alla Stella Veneris, l’astro che identifica l’Italia come «terra del tramonto». Ambedue hanno fatto nascere la mitologia dello «stellone» che accompagna tutta la nostra storia di Italiani.
Qual è il momento in cui questa costruzione mitografica riprende vigore, fino a imporsi poi come mito fondativo in età risorgimentale?
In particolare all’inizio del XVII secolo, con il celebre trattato Iconologia di Cesare Ripa, che ispira gli artisti fino alla personificazione allegorica dell’Italia nel Cenotafio a Dante in Santa Croce. Fondando La Giovane Italia Mazzini cita il celebre grido «Italiam, Italiam!» che Virgilio fa dire ai compagni di Enea quando, guidati in viaggio dalla Stella Veneris, scorgono le coste italiane. Mazzini invita poi il re ad avere «quel coraggio morale che, intraveduta un’alta impresa da compiere, ne fa una stella e la segue». Idea poi ripresa nel 1860 da Cavour, in un discorso al parlamento piemontese in cui evoca «la nostra stella» parlando del compimento dell’Unità d’Italia.

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 306, febbraio 2011


  • Giovanni Lista

Ricerca


Sovracoperta dicembre 2018

GDA dicembre 2018

Vernissage dicembre 2018

Vademecum Intesa Sanpaolo dicembre 2018

Vedere a ...
Vedere in Campania 2018

Vedere in Canton Ticino 2018

Vedere in Sardegna 2018

Vedere a Torino 2018

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012