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Addio a Miklós Boskovits

Firenze. Dopo Denis Mahon e Luciano Bellosi, il 2011 si chiude con un’altra grave perdita per il mondo dell’arte. Lunedì 19 dicembre, a Firenze, si è spento Miklós Boskovits, autorità di fama internazionale nel campo della storia della pittura dei secoli XIII-XV.
Boskovits nacque a Budapest il 26 luglio 1935. Appassionato sin da giovane all’arte rinascimentale italiana, le sue ricerche vennero ostacolate dal regime ungherese, che gli impediva di trascorrere adeguati periodi di studio in Italia, Paese nel quale decise infine di rifugiarsi, nel 1968. Agli albori della sua carriera, fu il compianto Carlo Volpe a prenderlo sotto la sua ala protettrice; grazie al suo maestro Boskovits entrò in contatto con Roberto Longhi. Iniziò la sua carriera universitaria a Cosenza nel 1977, per poi essere chiamato a insegnare all’Università Cattolica di Milano, nel 1980, e a sostituire Mina Gregori all’Università di Firenze, nel 1995. In quella Università, Boskovits ha insegnato storia dell’arte medievale. Negli ultimi anni della sua vita, quale professore emerito, era membro onorario di numerose istituzioni di grande prestigio, come la Fondazione Roberto Longhi e il Kunsthistorisches Institut di Firenze.
Boskovits era uno studioso instancabile, capace di abbracciare con la sola memoria visiva più di quattro secoli di storia dell’arte italiana. Mettendo a disposizione di numerosi musei le sue straordinarie competenze e capacità, curò i cataloghi di diverse collezioni, scrisse per le più importanti riviste scientifiche e, dal 1984, si dedicò con dedizione al colossale progetto Corpus of Florentine Painting, iniziato nel 1930 da Richard Offner. Il Corpus, del quale Boskovits ha curato dieci volumi, è oggi uno strumento indispensabile per gli studiosi d’arte italiana medievale. L’ultima sua fatica, nell’ambito di questo progetto, è stata pubblicata nel 2007 e riguarda la decorazione musiva del Battistero di Firenze (The Mosaics of the Baptistery of Florence, Giunti, Firenze). Negli ultimi anni si è invece dedicato alla catalogazione della collezione Alana di Newark.

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Paola Bracke, edizione online, 22 dicembre 2011


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