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Fotografia

Roma

Tutti i colori di McCurry

Al Macro Testaccio anche scatti inediti dedicati all’Italia

Roma. Intorno al 1979 Steve McCurry riesce a penetrare nell’Afghanistan controllato dai ribelli, poco prima dell’invasione sovietica. Con i rullini delle pellicole cuciti negli abiti locali riattraversa il confine, diventando il primo fotografo a documentare i tragici eventi che avrebbero stravolto per sempre il volto antico di quel Paese. Dal 3 dicembre al 29 aprile al Macro Testaccio si tiene una retrospettiva, curata da Fabio Novembre. Duecento fotografie a colori ripercorrono trent’anni della sua attività. L’allestimento è concepito in forma di villaggio nomade, le immagini sono avvicinate tra loro sulla base di assonanze di soggetti e di emozioni. La mostra è prodotta dal Macro e da Civita, con la collaborazione del Gruppo L’Espresso e dell’Agenzia SudEst57. McCurry (Filadelfia, 1950) avvia l’attività di fotografo con l’esplorazione dell’Estremo Oriente e così giungono le collaborazioni con «Time», «Life», «Newsweek», «Geo» e il «National Geographic». È in prima linea sui fronti di guerra, ma anche testimone a New York dell’11 settembre. Membro dell’agenzia Magnum dal 1985, è l’autore del celebre ritratto della ragazza divenuta icona del conflitto afghano sul «National Geographic». Non teme di essere etichettato il «fotografo del colore», perché il colore gli serve per trasmettere il «senso viscerale della bellezza e della meraviglia». In mostra sono esposti la storia della ragazza afghana, corredata da scatti inediti, e per la prima volta i lavori dal 2009 al 2011, tra cui «The last roll», ovvero le trentadue immagini scattate in giro per il pianeta con l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak.
Non meno interessante è la scelta delle «fotografie italiane»: nella ricorrenza dell’Unità d’Italia, McCurry ha viaggiato lungo la penisola dal Veneto alla Sicilia.
© Riproduzione riservata

Francesca Romana Morelli, da Il Giornale dell'Arte numero 315, dicembre 2011


  • Geisha nella metropolitana, Tokyo, Giappone, 2008. © Steve McCurry
  • Auschwitz, Polonia, 2005. © Steve McCurry
  • Sharbat Gula, ragazza afgana al campo profughi di Nasir Bagh vicino a Peshawar, Pakistan, 1984 © Steve McCurry
  • Sharbat Gula, Peshawar, Pakistan, 2002 © Steve McCurry

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