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Nuova testata GDA
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Tutti i colori di McCurry

Al Macro Testaccio anche scatti inediti dedicati all’Italia

Roma. Intorno al 1979 Steve McCurry riesce a penetrare nell’Afghanistan controllato dai ribelli, poco prima dell’invasione sovietica. Con i rullini delle pellicole cuciti negli abiti locali riattraversa il confine, diventando il primo fotografo a documentare i tragici eventi che avrebbero stravolto per sempre il volto antico di quel Paese. Dal 3 dicembre al 29 aprile al Macro Testaccio si tiene una retrospettiva, curata da Fabio Novembre. Duecento fotografie a colori ripercorrono trent’anni della sua attività. L’allestimento è concepito in forma di villaggio nomade, le immagini sono avvicinate tra loro sulla base di assonanze di soggetti e di emozioni. La mostra è prodotta dal Macro e da Civita, con la collaborazione del Gruppo L’Espresso e dell’Agenzia SudEst57. McCurry (Filadelfia, ...
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Francesca Romana Morelli, da Il Giornale dell'Arte numero 315, dicembre 2011

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  • Geisha nella metropolitana, Tokyo, Giappone, 2008. © Steve McCurry
  • Auschwitz, Polonia, 2005. © Steve McCurry
  • Sharbat Gula, ragazza afgana al campo profughi di Nasir Bagh vicino a Peshawar, Pakistan, 1984 © Steve McCurry
  • Sharbat Gula, Peshawar, Pakistan, 2002 © Steve McCurry
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