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Le belle maioliche bolognesi

Caffettiera con coperchio ,decoro con ramo fiorito uccello e fiori recisi in monocromia blu Alt. cm 23  Manifattura Colle Ameno – Marchese Ghisilieri 1759 - 1768 Collezione privata

Bologna. Da un’idea di Francesco Cristiani e Luisa Foschini, collezionisti specializzati in maioliche, dal 26 novembre al 4 marzo il Museo Civico Medievale presenta la produzione artistica della maiolica bolognese settecentesca nella mostra «Le più belle maioliche. Capolavori di Colle Ameno, Rolandi e Finck nella Bologna del Settecento», periodo in cui fiorirono le manifatture del marchese Filippo Carlo Ghisilieri (1706-65) a Colle Ameno di Zola Predosa (nella foto, una caffettiera), quelle di Antonio Rolandi e quella dei fratelli viennesi Giuseppe e Leopoldo Finck a Porta San Vitale. Gli studi recenti di Luisa Foschini e Piero Paci illustrano in mostra l’evoluzione delle tecniche e degli stili decorativi delle fabbriche bolognesi e analizzano l’impatto e la reciproca interazione stilistica, produttiva e commerciale delle manifatture di Bologna con la produzione faentina, nella quale si imponeva la manifattura dei conti Ferniani. Le officine Finck, Rolandi e Colle Ameno-Ghisilieri si mossero con successo sugli stilemi decorativi già in uso sia a Faenza sia nella tradizione maiolica del Nord Europa: motivi all’orientale, floreali policromi, nature morte, paesaggi di fantasia e capricci con rovine. I ceramisti delle fabbriche bolognesi si distinsero per la reinterpretazione sia dei motivi orientali e rococò sia del clima arcadico della cultura settecentesca, grazie anche all’innovativa tecnica del terzo fuoco, di cui furono maestri indiscussi proprio i fratelli Finck e che consiste nell’applicazione dei colori sull’oggetto già «cristallinato», cioè invetriato e perciò già sottoposto a due precedenti cotture. La mostra presenta l’analisi stilistica, economica e politica delle vicende produttive bolognesi, con la proposta anche di nuove assegnazioni, esponendo circa 160 pezzi, perlopiù inediti provenienti da collezioni private affiancati a pezzi delle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna e del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Catalogo Allemandi a cura di Francesco Cristiani, Luisa Foschini e Piero Paci.

Giovanni Pellinghelli del Monticello, da Il Giornale dell'Arte numero 314, novembre 2011


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