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Madrid

Che impressione la cognata di Manet

Il Museo Thyssen-Bornemisza ospita la prima retrospettiva di Berthe Morisot

Berthe Morisot, «Pastorella nuda coricata», 1891, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

Madrid. Le eleganti e luminose opere (paesaggi, scene quotidiane e intimi ritratti femminili) di Berthe Morisot (1841-95) sono esposte dal 15 novembre al 12 febbraio nel Museo Thyssen-Bornemisza nella mostra «La pittrice impressionista». Si tratta della prima monografica in Spagna dedicata alla moglie di Eugène Manet, fratello di Édouard Manet, considerata un caso eccezionale nella storia dell’arte del XIX secolo, per essere una donna dell’alta borghesia francese che riuscì a sviluppare un’importante carriera come artista, arrivando a partecipare anche alla Prima Esposizione Impressionista del 1874.
La mostra, curata da Paloma Alarcó, riunisce le opere della Morisot provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi a quelle della collezione Thyssen. Tra i 30 lavori esposti spicca «Lo specchio per vestirsi», un dipinto presentato per la prima volta nella Terza Esposizione Impressionista del 1877. La tela, che costituisce il fulcro dell’intera mostra, rappresenta un’immagine inedita della donna francese alle fine del XIX secolo, in parte autobiografica dell’artista, che frequentava artisti e intellettuali come Manet, Renoir, Monet, Pissarro, Degas e Mallarmé. La Morisot fu educata al gusto delle belle arti e della musica, in un momento in cui l’accesso all’École de Beaux-Arts era proibito alle donne. Grazie al suo interesse e alla sua capacità creativa ottenne l’appoggio di maestri privati come Joseph-Benoît Guichard, che la invitò a entrare nel Louvre come copista, Fantin-Latour, che fu il contatto con Édouard Manet che la utilizzò come soggetto di varie opere tra cui il celebre «Il balcone», e Achille Oudinot, che per primo la invitò a dipingere all’aperto. La rappresentazione dell’universo dei sentimenti femminili fu un tema così ricorrente nell’opera di Morisot, che il suo amico e poeta francese Paul Valéry non si stancava di ripetere che «Berthe viveva la sua pittura e dipingeva la sua vita».

© Riproduzione riservata

Roberta Bosco, da Il Giornale dell'Arte numero 314, novembre 2011


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