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Restauri e didattica nel segno di San Luca

Roma. Molte le novità all’Accademia di San Luca, soprattutto grazie a Francesco Moschini, da 9 mesi segretario generale. Dopo l’apertura l’anno scorso della quasi totalità della galleria al III piano di Palazzo Carpegna, la sala già del contemporaneo è stata riconvertita per mostre a rotazione del patrimonio d’arte dell’Accademia, a iniziare dall’omaggio al pittore veneto Domenico Pellegrini (a chiusura delle celebrazioni per i 250 anni dalla nascita) e al suo lascito con tele di Caliari, Moroni, Van Dyck, Rubens, Canaletto, Jan Fyt e altri quasi mai visibili (fino al 18 gennaio). Il contemporaneo, una collezione in continuo incremento (ultimi arrivi tre opere di Alik Cavaliere, Lorenzo Guerrini e Grazia Varisco), dilaga al primo piano in nuova collocazione nelle sale della Presidenza. Due sculture di Ninì Santoro, premio Presidenza della Repubblica 2010, una in «dono Accademico» (che riapre così l’antica tradizione), animano il portico del Borromini, in cui una serie di terrecotte settecentesche sono state tolte e affidate ai restauratori Iscr nell’ambito del progetto di ripristino della visione originaria del portico, con lo scenografico accesso alla rampa elicoidale (nella foto).
Sul fronte dei restauri, è stato recuperato lo splendido giardino (prima era un parcheggio) e ora si lavora alla cancellata. In programma interventi sul soffitto a cassettoni della sala conferenze e sui davanzali in peperino delle finestre. In luglio sono state sgombrate le cantine, un’affascinante serie di locali di 220 mq per il cui recupero servono 500mila euro. Gli orari al pubblico di biblioteca e archivi sono stati prolungati, oggi sono giornalieri e continuati. In corso di studio infine un progetto di risanamento integrale di Palazzo Carpegna, mentre la chiesa accademica dei santi Luca e Martina, capolavoro di Pietro da Cortona affacciato sui Fori, sempre chiusa, è stata resa visitabile il sabato. La riscossa avviene anche sul piano della didattica, antico cavallo di battaglia dell’Accademia. «Primo Segnare» è il primo di 4 corsi in programma fino a maggio 2012 dedicati al tema «del fare, del farsi e del significare dei segni», non solo nell’arte ma in generale nella comunicazione. Il corso, curato dal presidente Guido Strazza, prevede 8 incontri/dibattiti aperti al pubblico e un laboratorio su disegno e incisione. I docenti sono, oltre a Strazza, Carlo Bertelli, Lamberto Maffei, Curzio Maltese, Giorgio Nottoli, Salvatore Settis, Francesco Telli ed Emanuele Trevi (7-15 novembre). Seguiranno a febbraio «Segnare, disegnare, interpretare», a cura di Marisa Dalai Emiliani, ad aprile «Segnare il paesaggio», a cura di Paolo Portoghesi, a maggio «Memoria/Progetto di memoria», a cura di Guido Strazza.

F.C.G., da Il Giornale dell'Arte numero 314, novembre 2011


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