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Fotografia

Parigi

Paris Photo conquista il Grand Palais

Lo storico Salon alla quindicesima edizione guarda all’Africa subsahariana

Fani-Kayodé Rotimi, série Ecstatic Antibodies, 1989 Fani-Kayodé courtesy Revue Noire Exposant/ exhibitor : Revue Noire

Parigi. Per la sua 15ma edizione, Paris Photo dal 10 al 13 novembre si trasferisce sotto la navata del Grand Palais. Il nuovo direttore, Julien Frydman (cfr. n. 310, giu. ’11, p. 65) dedica l’appuntamento alla fotografia dell’Africa subsahariana, da Bamako a Città del Capo. Sono presenti 118 gallerie, provenienti da 30 Paesi, che offrono una selezione delle migliori opere dal XIX secolo ad oggi. Dall’Italia tornano a Paris Photo anche quest’anno Forma di Milano, Guido Costa Projects di Torino e la neolondinese Brancolini Grimaldi, mentre rientra dopo una breve assenza Photo & Contemporary di Torino. Molto forte è la presenza di gallerie statunitensi, tedesche, belghe e olandesi, oltre alle francesi.
Da Johannesburg, Bailey Seippel presenta Paul Weinberg, Sam Nzima, Cedric Nunn e una selezione di fotografie della rivista «Drum». Sempre dalla città sudafricana Goodman Gallery espone Nontsikelelo Veleko. Revue Noire di Parigi offre un panorama di autori, da Mama Casset a Malick Sidibé, artista anche presente nella rassegna esposta da André Magnin, che dedica una mostra al rapporto tra fotografia e pittura, da Kura Shomali a Seydou Keïta e Chéri Chérin. Uno spazio di Paris Photo è riservato agli editori e alle librerie specializzate, con una quindicina di presenze da Parigi, Tokyo, Usa, Olanda e Germania.
Non poteva mancare, in un’edizione dedicata all’Africa, un omaggio ai Rencontres de Bamako, la biennale che ha luogo nella capitale del Mali dal 1994 (cfr. p. 68). Una trentina di istituzioni culturali, dal Pompidou al MoMA di New York e al Lacma di Los Angeles, presenteranno nel corso degli anni programmi speciali e le nuove acquisizioni. In particolare, l’International Center of Photography di New York propone una mostra sull’«Emersione del fotoreportage 1919-1939», la Tate di Londra espone 30 fotografie di Daido Moriyama, realizzate nel 1972 e scoperte di recente, mentre il Musée de l’Elysée di Losanna si concentra sulle sue ultime acquisizioni di immagini di Charlie Chaplin e di polaroid. Uno spazio è anche dedicato alle collezioni private: tra esse, l’insieme del tedesco Artur Walther concentrato sulla fotografia africana. Paris Photo è anche l’occasione per discutere sull’avvenire della fotografia, nel programma della Live Platform dedicato alle Mutazioni: «Geografia e tecnica», «Media e società», il «Corpo», sono i temi che saranno dibattuti da studiosi di diversa origine, da Hans Ulrich Obrist a Saskia Sassen. Un programma di performance completa questa edizione, accanto a una mostra sulla Fotografia africana emergente. Nel 2010 i visitatori erano stati 38mila.
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q Anna Maria Merlo , da Il Giornale dell'Arte numero 314, novembre 2011


  • Cedric Nunn, Green sisters, on the back step of the guest house built by John Dunn, Mangete, KwaZulu Natal, 1982 hand print, silver toned 40,5 x 50,5 cm Cedric Nunn, courtesy Bailey Seippel, espositore: BaileySeippel Gallery
  • Jürgen Schadeberg, Pyjama Man, Sophiatown, 1955 Vintage gelatin silver print  Jurgen Schadeberg courtesy Eric Franck Fine Art Exposant/ exhibitor : Eric Franck Fine Art
  • Philip Kwame Apagya, No place like home, 1996 C-print 50 x 70 cm Philip Kwame Apagya courtesy Fifty One Fine Art Photography Exposant/ exhibitor : Fifty One Fine Art Photography
  • Anonymes, Photographe anonyme - Soudan français, Vers 1890 Tirage citrate 13x18cm © lumière des roses Exposant/ exhibitor : Lumière des Roses

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