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Il «Ricamatore» di Goya lascia la Spagna e va in asta a Londra

La tela, in collezione privata, ha avuto il permesso di esportazione dal Ministero della Cultura spagnolo: troppo alto il prezzo richiesto dal proprietario. Verrà venduta da Christie's a dicembre

Francisco de Goya y Lucientes, «El bordador Juan López de Robredo»

Londra. Per la gioia del mercato, la crisi costringe a emigrare dalla Spagna anche i capolavori dei suoi artisti. È il caso del ritratto di Juan López de Robredo «Il ricamatore di corte di Carlo IV», realizzato da Francisco de Goya y Lucientes, che il prossimo 6 dicembre andrà in asta da Christie's a Londra. L'opera sarà in vendita per la prima volta dopo vent'anni con stime fra i 4 e 6 milioni di sterline (da 4,6 a 7 milioni di euro) col permesso di esportazione del Ministero di Cultura data «l'impossibilità delle istituzioni pubbliche [in particolare il Museo del Prado e Patrimonio Nacional, l'ente pubblico che amministra i beni ceduti dalla Corona spagnola allo Stato, Ndrdi soddisfare la richiesta del proprietario, un collezionista privato madrileno che aveva fissato un prezzo molto alto», si giustifica la Junta de Valoración y Exportación de Bienes Culturales organo dipendente del Ministero, che aggiunge: «Questo ritratto non apporterebbe granché al Prado, ma Patrimonio Nacional lo voleva per una ragione quasi filologica, giacché raffigura un funzionario della corte di Carlos IV con la sua divisa»
Discendente di una dinastia di ricamatori, López de Robredo, fu disegnatore e creatore di squisiti ricami, all'epoca «forse il migliore artefice d'Europa, che rivestì di quadri ad ago, incluse le cornici, intere stanze ad Aranjuez e mise ai piedi dei suoi signori tappeti di seta, ancora sorprendentemente in buono stato (e bene studiati oggi)», ha scritto Alvar González Palacios. Nel 1798 gli fu concesso di indossare una divisa di corte più ricca di ornamenti di quella usata dai pittori, scultori e intagliatori di diamanti, un privilegio immortalato dal ritrattista più importante del momento. L'autore volle indicare il mestiere del committente aggiungendogli dei cartoni fra le mani. Risultato? Un magistrale Goya mostra un «hidalgo» immensamente orgoglioso del suo status sociale e delle sue abilità artistiche.
L'esilio del ritratto di Juan López de Robredo, realizzato alle soglie del 1800, è un indice della situazione economica spagnola. «Prima in Spagna c'erano più soldi per comprare delle opere, ora non possiamo dichiarare non esportabile un quadro, a meno che non sia veramente eccezionale», spiegano dalla Junta de Valoración y Exportación de Bienes Culturales; ma questo ritratto, considerato dagli studiosi come un dipinto di gran qualità, fa parte dell'opera di un artista «eccezionale».
Intanto, un portavoce di Christie's dichiara: «Questo ritratto ha tutte le caratteristiche per costituire una grande notizia nel mercato dell'arte: è una tela di Goya, è in perfetto stato di conservazione e da 20 anni è rimasta nelle stesse mani». Infatti, mentre le incisioni e i disegni («Utiles trabajos» lo scorso luglio è stato battuto a  2,52 milioni di euro da Christie's a Londra) non sono infrequenti nelle aste, le tele dell'artista aragonese sono «eccezionali»: a luglio 2009 la tela «Ritratto equestre di Don Manuel de Godoy, duca di Alcudia» fu battuta all'asta da Sotheby's di Londra per 3,3 milioni di euro.

Carmen del Vando Blanco, edizione online, 10 novembre 2011


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