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Musei

Vienna

La casa del XXI secolo è al Belvedere

Riapre la XX Haus, ora votata anche all’attualità austriaca

Vienna. L’edificio è sotto tutela delle locali Belle Arti, essendo firmato dall’architetto Karl Schwanzer, che lo realizzò nel 1958 come padiglione per l’Esposizione Universale di Bruxelles, poi rimontato nel 1962 vicino al grande complesso viennese dell’Arsenale. È stato a lungo dépendance del Mumok e dopo una battaglia tra vari musei viennesi, se l’è aggiudicato il vicino Belvedere, che vi sistemerà le proprie collezioni dal 1945. La XX Haus, la casa del ventesimo secolo, sarà però a detta della soprintendente Agnes Husslein-Arco, anche una vetrina aperta sul futuro del XXI e si chiamerà dunque XXI Haus.
Dopo un restauro da 32 milioni di euro, iniziato nel 2008, dal 15 novembre l’edificio di vetro e acciaio riapre i battenti con un ampliamento dell’interrato da 1.100 a 5mila metri quadrati e una superficie utile totale di 6.825 metri quadrati, di cui 2.275 dedicati a superficie espositiva: «Abbiamo finalmente uno stupendo spazio di presentazione per l’arte contemporanea, spiega la soprintendente, che non teme sovrapposizioni con il Mumok. La nostra missione è l’arte austriaca dal Medioevo ai giorni nostri, nel contesto internazionale. Il Mumok invece guarda all’arte contemporanea internazionale. C’è posto per entrambi, per progetti interessanti».
Per la mostra inaugurale, «Schöne Aussichten» («Previsioni rosee», fino all’8 gennaio), il Belvedere ha chiesto ad alcuni artisti, fra cui Markus Geiger e Florian Hecker, Franz West, Andrea Fraser, Christian Philipp Müller, Oswald Oberhuber, di creare opere e installazioni che si rapportino ai nuovi spazi. Per l’occasione, la dotazione del museo, pari a 6,9 milioni di finanziamento pubblico, verrà aumentata di 642mila euro: «La somma che ci serve però è 4,5 milioni di euro, lamenta Husslein-Arco, non solo per il personale, ma anche per ampliare finalmente le collezioni, che negli anni ’70 e ’80 sono rimaste praticamente ferme».
La XXI Haus sarà anche la nuova sede definitiva della Fondazione intitolata allo scultore Fritz Wotruba e del corrispondente archivio, nonché dell’Artothek.

© Riproduzione riservata

Flavia Foradini, da Il Giornale dell'Arte numero 314, novembre 2011


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