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La cattedrale di Alba: la tela di ragno allude al ciborio

Dedicata a San Lorenzo, la Cattedrale di Alba è il risultato di continui rimaneggiamenti. L’originale costruzione romanica dell’anno Mille è stata trasformata in forme gotico-lombarde sul finire del Quattrocento. Durante il Cinque e il Seicento è stata radicalmente rivista, per poi essere di nuovo restituita allo stile gotico da Edoardo Arborio Mella nel 1867-72. Dovendo tamponare la fragilità dei muri perimetrali, Arborio Mella li rinforzò, così facendo sparire i pilastri polilobati originali, e ridipinse le pareti interne a fasce alternate di color ocra e cotto. Con l’obiettivo di imitare un interno gotico, oggi risultano irrimediabilmente false. Anche tutti gli altari laterali furono realizzati «in serie», secondo il gusto neogotico. Solo il presbiterio mantiene il progetto originario, con il suo altare barocco in marmi pregiati e il coro ligneo intarsiato da Bernardino Fossati nel 1517. Anche le due cappelle barocche del transetto (quella di san Tebaldo conserva uno splendido altare marmoreo del 1515) testimoniano un glorioso passato. In questa situazione di assemblaggio di stili, nel 2008 si è innestato con forza un intervento contemporaneo che, firmato dall’architetto Mauro Rabino, ha «adeguato» la Cattedrale trasformandola a pianta centrale, con il presbiterio oggi senza alcuna funzione e quasi declassato a quinta teatrale. Per giustificare il posizionamento al centro del transetto del nuovo altare in marmo policromo, dai colori «in tinta» con pareti e colonne, l’architetto ha fatto riferimento al ritrovamento di reperti archeologici risalenti all’XI secolo, che presumibilmente appartenevano a un altare con ciborio, di cui però si hanno solo indizi. Entrando in Cattedrale, poi, si viene catturati da una tela di ragno metallizzata con annessi punti luminosi che, nelle intenzioni dell’autore, dovrebbe alludere al ciborio non più esistente.

S.B., da Il Giornale dell'Arte numero 313, ottobre 2011



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