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Toussaint e il Winckelmann perduto

LA copertina del volume


Sarà presentato a Milano il 6 ottobre all’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere (Palazzo di Brera) il volume di Stefano Ferrari Il piacere di tradurre. François-Vincent Toussaint e la versione incompiuta dell’Histoire de l’art chez les anciens di Winckelmann, nuovo importante capitolo nell’ambito degli studi sul transfert del grande storico dell’arte tedesco e sulle tappe del processo che portò alla stesura della seconda edizione del suo capolavoro, la Geschichte der Kunst der Altertums.
La ritrovata traduzione di Toussaint, data fino ad oggi per dispersa, è stata da poco rinvenuta da Ferrari nell’archivio dello scienziato e poligrafo Carlo Amoretti (1741-1816), oggi conservato all’Istituto Lombardo, proprio all’interno del dossier relativo all’edizione italiana della Storia delle Arti del Disegno presso gli Antichi (pubblicata nel 1779). Questo manoscritto inedito della Geschichte, una versione difforme da quella impiegata da Friedrich Justus Riedel per la riedizione di Vienna del 1776, getta peraltro nuova luce sul modus operandi e sulla statura di Winckelmann non solo come intellettuale ed erudito, ma anche come regista della propria fortuna internazionale nella più ampia «repubblica delle lettere», avendo egli compreso con straordinaria acutezza il ruolo delle lingue (e tra esse le diverse gerarchie) nella diffusione del proprio pensiero. Perciò Winckelmann fu anche uno dei maggiori «interpreti della poliglossia settecentesca». Grazie al libro di Ferrari, allo stesso modo, esce finalmente dall’ombra il profilo dello scrittore François-Vincent Toussaint (1715-72; nella foto in un pastello di J.-É. Liotard, 1748 ca, Svizzera, collezione privata) come importante mediatore culturale tra la letteratura tedesca e quella francese. Noto agli studiosi dell’Illuminismo europeo soprattutto come l’autore del bestseller filosofico Les Moeurs (1748) e come l’estensore dei lemmi giuridici dei primi due tomi dell’Encyclopédie, Toussaint venne in effetti arruolato direttamente da Winckelmann all’interno dell’Accademia dei Nobili di Berlino, luogo di formazione dei giovani cadetti prussiani (dove ebbe modo di insegnare logica, retorica e storia delle belle arti), a cui era approdato grazie alla personale raccomandazione di Federico II.

Il piacere di tradurre. François-Vincent Toussaint e la versione incompiuta dell’Histoire de l’art chez les anciens di Winckelmann, di Stefano Ferrari, 276 pp., ill. b/n e colore, Edizioni Osiride, Rovereto 2011, euro 20,00

Francesco Suomela Girardi , da Il Giornale dell'Arte numero 313, ottobre 2011


  • A. R. Mengs, «Johann Joachim Winckelmann», olio su tela, 1777 ca., New York, The Metropolitan Museum of Art
  •  J.-É. Liotard, «François-Vincent Toussaint», pastello, 1748 ca., Svizzera, collezione privata

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