Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Mostre

Mondrian, l'astro dell'Astrattismo

Dal 7 ottobre al Complesso del Vittoriano a Roma, una mostra nel cinquantenario della scomparsa

Piet Mondrian Huisje bij zon (Casa al sole), 1909, olio su tela, 52,5 x 68 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag © L’Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Roma. A 16 anni dalla mostra dedicatagli dalla Galleria Nazionale d’arte moderna nel cinquantenario della scomparsa dell’artista, l’opera di Piet Mondrian (1872-1944) torna a Roma con una mostra aperta dal 7 ottobre al 29 gennaio al Vittoriano. La retrospettiva è curata da Benno Tempel, direttore del Gemeentemuseum dell’Aia dal quale arriva la quasi totalità delle opere: 53 oli, 18 carte e 44 lavori di altri artisti significativi per il percorso di Mondrian. Titolo e idea base della mostra è «l’armonia perfetta», ovvero quella forte coerenza interiore, a dispetto dei  continui rinnovamenti nello stile e nei modi, che  spinse il pittore alla ricerca di un’arte universale, in linea, del resto, con l'utopia perseguita dalle avanguardie del periodo. Il percorso inizia con le prime opere naturalistiche di fine Ottocento e raggiunge gli sviluppi più estremi della sua arte a New York, dove si rifugiò nel 1940. Fino al 1908 la pittura paesaggistica costituì il suo interesse principale, influenzato dalla Scuola dell’Aia (sono esposte le opere dei tre fratelli Maris e di Weissenbruch) e di Amsterdam dominate dai grigi e dai bruni.
Dalla fine del 1908 si convertì a colori vivaci e a una pennellata molto più dinamica, sposò il Simbolismo e la «teosofia» studiata sui testi di Schuré, Steiner, Blavatskij, e si avvicinò agli esiti dei modernisti olandesi Toorop e Heemskerck, pure ben documentati nell’attuale rassegna. Per quanto molto apprezzato come naturalista, Mondrian a 40 anni, nel 1912, arriva a Parigi e muta radicalmente la sua pittura.
La mostra segue da vicino questa ricerca, dalla pennellata quasi divisionista ai continui ripensamenti, dalla fase cubista, alla fondazione con Theo van Doesburg di De Stijl (1917), sino all’approdo a quell’Astrattismo sempre più rigoroso, dai colori piatti e primari e dalle linee esclusivamente ortogonali che è divenuto il suo marchio di fabbrica, estendibile anche alla moda, come documentano i quattro abiti esposti. La rassegna è completata da  opere neoplastiche di Van del Leck, Huszàr, Van Doesburg, Rietveld e altri. Il catalogo è pubblicato da Skira. 
© Riproduzione riservata

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 313, ottobre 2011


  • Piet Mondrian Composizione con giallo, nero, blu e grigio, 1923, olio su tela, 54,5 x 53,5 cm Lisbona, Museu Colecção Berardo © Lisbona, Museu Colecção Berardo
  • Composizione con bianco e rosso, 1936, olio su tela, 50,5 x 51,4 cm Philadelphia, Philadelphia Museum of Art, A. E. Gallatin Collection, 1952     © Philadelphia, Philadelphia Museum of Art
  • Piet Mondrian Boschetto di salici potati sul Gein, 1902-1904, olio su tela,  54 x 63 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag © L’Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  • Piet Mondrian Tableau n. 4 (Dipinto n. 4), 1913, olio su tela, 95 x 80 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag © L’Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag
  • Piet Mondrian Composizione con grande piano rosso, giallo, nero, grigio e blu, 1921, olio su tela, 59,5 x 59,5 cm L’Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag © L’Aia, Collezione Gemeentemuseum Den Haag

Ricerca


GDA gennaio 2020

Vernissage gennaio 2020

Il Giornale delle Mostre online gennaio 2020

RA Case d

Vedere a ...
Vedere a Bologna 2020

Vedere a Napoli 2019

Vedere in Sardegna 2019

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012