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Musei

La fotografia ha tre occhi

La casa dei Tre Oci a Venezia

Venezia ha un legame con la fotografia che risale al secondo Ottocento; nel dopoguerra ha dato vita al circolo «La Gondola» e ha istituito la prima cattedra di fotografia in Italia, ma non possiede un museo della fotografia. A colmare la lacuna è ora la Fondazione di Venezia che  ha deciso di aprire la «Casa della Fotografia» all’isola della Giudecca. La sede è la casa dei Tre oci, edificio neogotico progettato nel 1913-14 come propria abitazione dal pittore Mario De Maria («Marius Pictor») e caratterizzato, nella facciata in mattoni, da tre grandi finestre ogivali, tre grandi «occhi», appunto, da cui la denominazione. La Fondazione ha acquistato l’immobile dagli eredi una decina di anni fa, a esclusione del terzo piano di proprietà privata. Dell’acquisto fanno parte anche gli arredi originali e i dipinti di Mario e del figlio Astolfo e un archivio fotografico di 40mila scatti, di varia natura, riferiti al mondo del cinema (De Sica, Liz Taylor); alle edizioni del Premio Strega del periodo 1960-70; ai resoconti di viaggi in Cina e in India degli anni ’50 e ’60; a backstage di trasmissioni televisive, progettate da Giulio Macchi sempre in quel periodo.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Lidia Panzeri, da Il Giornale dell'Arte numero 305, gennaio 2011


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