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Alice nel paese delle meraviglie

Non era già nell’altra sala?

Una parte dell'opera di Roni Horn «Distant double». Courtesy Galleria Raffaella Cortese Milano

Una delle più interessanti serie di lavori su carta dell’americana Roni Horn si intitola «Distant double» (doppio distante). Si tratta di opere composte da due parti quasi uguali create seguendo il suo abituale modo di lavoro che consiste nel costruire dei collage partendo da disegni eseguiti e, in un secondo tempo, tagliati. I vari frammenti vengono poi accostati non seguendo il disegno originale, ma comunque in modo tale da creare una superficie rettangolare. Da una certa distanza si ha l’impressione di guardare un disegno su un foglio di carta, ma da vicino si nota che la superficie è un mosaico di svariati triangoli o quadrangoli di carta che combaciano perfettamente.
Ma la vera caratteristica di «Distant double» è un’altra. Le due parti dell’opera (il doppio è una delle caratteristiche più frequenti dell’opera di Roni Horn), secondo le istruzioni dell’artista, vanno appese non una accanto all’altra, bensì in due stanze separate. L’opera quindi si sdoppia e si distanzia e pur trattandosi di un lavoro unico non può venire osservata nella sua interezza nello stesso istante.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Giorgio Guglielmino, da Il Giornale dell'Arte numero 305, gennaio 2011


  • Una parte dell'opera di Roni Horn «Distant double». Courtesy Galleria Raffaella Cortese Milano

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