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Mostre

Basilea

Come Monet e Van Gogh

Alla Fondation Beyeler 60 opere di Segantini

Giovanni Segantini nel 1898

Basilea. Chi pensava che l’arrivo di Sam Keller al vertice della Fondation Beyeler ne avrebbe spostato la barra verso la contemporaneità dura, si sbagliava: dopo «Vienna 1900», dal 16 gennaio al 25 aprile tocca a Giovanni Segantini (1858-99), seppure in quasi contemporanea con la brasiliana Beatriz Milhazes (dal 29 gennaio alla stessa data), poi all’inedita accoppiata «Constantin Brancusi e Richard Serra» (22 mag.-4 set.), una rassegna che va in cerca delle radici della scultura minimalista dell’americano nell’opera del maestro franco-romeno, e, in autunno, con Louise Bourgeois (3 set.-8 gen. ’12) e «Dalí, Ernst, Miró: Surrealismo a Parigi» (2 ott. - 29 gen. ’12). Nella mostra di Segantini, la Fondation Beyeler è in grado di presentarne tutti i capolavori, compresa un’icona come l’«Ave Maria a trasbordo» (1886), primo esempio di quel Divisionismo di cui l’artista sarebbe diventato il maestro insuperato. La mostra intende dimostrare come Segantini sia stato uno dei padri della pittura moderna, al pari di Monet, ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 305, gennaio 2011


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