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Bello come un angelo

Nei Musei di San Domenico a Forlì apre domani una mostra di Melozzo, il massimo testimone della «via romana e cattolica alla gloria della bellezza visibile»

Melozzo da Forlì, «Angelo che suona la viola», affresco staccato riportato su cadorite

Forlì. Gli angeli di Melozzo sono icone proverbiali della umana bellezza. In questo reggono il confronto con le Madonne di Raffaello. E infatti si dice: «bella come una Madonna di Raffaello», «bello come un angelo di Melozzo». Oggi gli angeli musicanti (1472-74) sopravvissuti alla distrutta decorazione absidale della romana chiesa dei Santi Apostoli stanno nei Musei Vaticani e non c’è turista, anche il più distratto fra i milioni ogni anno migranti attraverso le collezioni d’arte del papa, che non li guardi e non ne conservi memoria. La loro è una bellezza metafisica perché sono puri spiriti, perché Melozzo li rappresenta in un azzurrissimo empireo a cantare le lodi dell’Altissimo. Eppure essi sono portatori della stessa Bellezza che, sublimata nel loro caso al livello della perfezione suprema, è presente negli uomini e nelle donne di questo mondo. Capelli biondi gonfi di vento, occhi luminosi, labbra dischiuse, tiepida pelle, giovinezza gloriosa, vita pulsante. Tutto questo sono gli angeli di Melozzo. Il Divino ...
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Antonio Paolucci, da Il Giornale dell'Arte numero 305, gennaio 2011

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  • Melozzo da Forlì: Sisto IV nomina Bartolomeo Platina Prefetto della biblioteca, affresco staccato portato su tela. Città del Vaticano, Musei Vaticani
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