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Nuovo piano Marshall per Roma

Ricerca e tutela a costo zero

Il progetto di ricerca su Palazzo Venezia e le sue collezioni di sculture sarà finanziato dalla Getty Foundation: coinvolge storici e storici dell’arte, archeologi, archivisti, informatici, restauratori, fotografi...

Nicolò Pericoli detto Tribolo (attr.), «Notte», 1534

Roma. Tra la marea di polemiche contro l’attuale gestione e la quasi ridicola esiguità di fondi a disposizione dei beni culturali, il progetto di ricerca «Roma. Il palazzo di Venezia e le sue collezioni di scultura» promosso dal Polo Museale di Roma guidato da Rossella Vodret è un bell’esempio di come si possa lavorare bene senza spendere un euro. Il progetto infatti, finalizzato all’approfondimento in generale della storia dell’edificio e in particolare delle collezioni di scultura del museo nazionale che vi ha sede, ha subito incontrato il favore della Getty Foundation che lo ha finanziato per intero. La ricerca, ideata e coordinata da Maria Giulia Barberini, si è sviluppata su due direttrici e ha visto la collaborazione di molti studiosi di professionalità diverse, storici, storici dell’arte, archeologi, archivisti, informatici, restauratori, fotografi ecc., oltre al prezioso coinvolgimento dell’Iscr (Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro) e degli Archivi di Stato di Venezia e Vienna. La prima direttrice propone infatti una ricostruzione archivistica della storia del palazzo sugli intrecciati versanti politico-diplomatico e architettonico, dalla sua cessione alla Repubblica di Venezia voluta da papa Pio IV Medici nel 1564, al passaggio agli austroungarici con il trattato di Campoformido nel 1797, alla restituzione all’Italia nel 1916. La seconda direttrice riguarda la catalogazione completa delle sculture, dalle raccolte d’arte antica di papa Paolo II Barbo e del cardinale di San Marco Domenico Grimani oggi non più in sede a tutto l’esistente esposto attualmente al museo o nei depositi, un insieme di 642 opere in legno, bronzo e terracotta datate dal XII al XX secolo. È da ricordare che proprio a Palazzo Venezia è conservata non solo la più importante raccolta di sculture lignee in Italia, con molti pezzi tedeschi quasi del tutto inediti, ma anche una delle principali collezioni di bronzetti frutto della convergenza di due raccolte private romane, quelle dell’antiquario Alfredo Barsanti (110 pezzi) e del diplomatico Giacinto Auriti (113 pezzi). Dopo Tracce di Pietra. La collezione dei marmi di Palazzo Venezia, primo catalogo scientifico delle collezioni museali (Campisano Editore, 2008), dopo la guida al museo nazionale edita da Gebart nel 2009 che aggiornava quella del 1994 di Maria Letizia Casanova, la ricerca sulla scultura rappresenta un nuovo capitolo degli studi scientifici sul patrimonio del museo aggiornato alle ultime scoperte sia archivistiche e storico-artistiche sia tecnico-diagnostiche relative alle opere, compresa una nuova completa campagna fotografica. Il progetto, dopo un anno intero di preparazione, è durato 20 mesi: da oggi è online in forma sintetica (www.palazzovenezia.beniculturali.it) mentre 4 cataloghi a stampa relativi al palazzo e alle varie tipologie di scultura (bronzo, legno, terracotta) usciranno per Gangemi in primavera.
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Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 305, gennaio 2011



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