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Se un weekend d’inverno un viaggiatore...

Arte Fiera compie 35 anni: gli stand per il 30% sono internazionali, ma in città la fiera è al 100% bolognese, con mostre distribuite in luoghi simbolo

Silvia Evangelisti © Gianni Schicchi

Bologna. Arte Fiera è la più consolidata fiera italiana d’arte moderna e contemporanea, e con l’edizione che si svolge dal 28 al 31 gennaio (oltre 200 le gallerie partecipanti) compie 35 anni. Ne parla in questa intervista Silvia Evangelisti, dal 2005 direttore artistico della rassegna.
Silvia Evangelisti, lei ha creato una bella simbiosi tra Arte Fiera e la città. Come c’è riuscita?
La ragione principale è che grazie alle iniziative di Arte Fiera tutto il patrimonio culturale cittadino è stato sempre più coinvolto: nel 2011 le installazioni in città saranno una ventina. In questo modo la fiera ha ottenuto una nuova visibilità e funzionalità, consentendo al pubblico di conoscere in modo più attuale e spettacolare le ricchezze artistiche della città.
Quest’anno su che cosa punta?
In primo luogo la sesta edizione di Bologna Art First, aperta dal 28 gennaio al 27 febbraio, dal titolo «Se un giorno d’inverno un viaggiatore» e curata da Julia Draganovic. È un viaggio alla scoperta di palazzi e luoghi storici, con interventi site specific di artisti italiani e internazionali, emergenti e affermati, rappresentati dalle gallerie presenti in fiera, che dialogano con la memoria dei simboli artistici della città.
Quali iniziative invece offre Arte Fiera Off?
La sinergia di fondazioni, istituzioni e privati porta a Bologna interpreti della scena artistica mondiale: fra le tante posso citare al MAMbo l’anteprima europea di «In search of...», una mostra dell’americano Matthew Day Jackson; a Palazzo Pepoli, della Fondazione Carisbo, «Pleure qui peut, rit qui veut», a cura di Christian Boltanski, la mostra dei 5 finalisti del Premio Furla; il 28 gennaio all’Aula Magna di Santa Lucia, l’Alma Mater Studiorum presenta poi «Lady performance» con Marina Abramovic a commentare il suo video «Seven Easy Pieces», già esposto nella sua recente retrospettiva al MoMA di New York. Alla basilica di Santo Stefano, è invece allestita una mostra dedicata a Shozo Shimamoto, fra i fondatori del gruppo Gutai, a cura di Achille Bonito Oliva.
Ci sono novità tra gli stand?
Come sempre, i mie sforzi sono stati rivolti all’alta qualità degli espositori, di cui ormai il 30% sono gallerie straniere. Nei tre settori: storico, contemporaneo consolidato, che resta il cuore di Arte Fiera, e giovani gallerie, alle quali è riservata un’attenzione speciale anche nel posizionamento espositivo così da poter godere dell’affluenza e attenzione riservata agli altri settori. Per il mercato, al di là dei segnali di ripresa nei settori meno avventurosi, Arte Fiera si conferma un punto di riferimento per il collezionismo allargato. Insomma possiamo permetterci di ben sperare.
© Riproduzione riservata

Giovanni Pellinghelli del Monticello, da Il Giornale dell'Arte numero 305, gennaio 2011


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