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Gallerie

Miami Beach

Più americana, meno partygiana

La neve e meno inviti per evitare affollamenti tengono a casa i collezionisti europei da una fiera che si adegua ai tempi: prezzi contenuti e acquisti meditati su valori sicuri. E, almeno tra gli stand, poca voglia di far festa

«Excavator Dig Site», 2010, di Sterling Ruby: è un’opera venduta per 288mila euro da Xavier Hufkens di Bruxelles

Miami Beach. La prima persona a varcare la soglia su Oceanfront, all’anteprima vip di Art Basel Miami Beach, era il consulente artistico brasiliano Pedro Barbosa, diretto verso lo stand di Hauser & Wirth, seguito a breve distanza dal collezionista di San Paolo Ricard Akagawa, che comprava il decorativo «Symphony» di Bharti Kher, a 132mila euro. Art Basel Miami Beach, svoltasi dal 2 al 5 dicembre, ha consolidato la sua reputazione di porta d’accesso al Sud America. Che cosa acquistano i collezionisti brasiliani, peruviani, messicani o venezuelani? La galleria Doyenne di San Paolo piazzava ad esempio un dipinto del giovane Juan Araujo per 11.500 euro a un acquirente colombiano, mentre Lehmann Maupin vendeva per 77mila euro un «Monocromo Cru #3» (2010) di Adriana Varejão a Horatio Campolieto di Portorico; da Blum & Poe, «Katee II» (2010) di Dirk Skreber, veniva venduto a un collezionista brasiliano per 65mila euro. Quanto agli europei, nonostante il caos dei trasporti a causa della neve (c’erano ritardi e ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Georgina Adam, Charlotte Burns, Melanie Gerlis , da Il Giornale dell'Arte numero 305, gennaio 2011


  • Lo stand di Larry Gagosian ad Art Basel Miami

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