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Mostre

Politica e cultura: un’inchiesta di «Il Giornale dell’Arte»

Vietate le mostre

Le amministrazioni locali non potranno spendere più del 20% di quanto speso nel 2009 per le attività culturali. In Italia non si faranno più mostre? Forse non è così grave, dipende da quali. Vediamo (salvo «Milleproroghe») che cosa accadrà

Flavio Arensi

Quali saranno gli effetti delle «Misure urgenti di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica» sulla programmazione delle mostre ? Nel momento in cui questo giornale va in stampa sono in corso ritocchi al decreto milleproroghe che potrebbero attenuare l’impatto dei tagli. Ci sperano i diversi attori della «macchina» espositiva, un sistema complesso che coinvolge amministrazioni pubbliche, curatori, artisti, case editrici, uffici stampa, società di servizi ecc. (coinvolti nell’inchiesta), che altrimenti dovranno fare i conti con l’ormai  famigerato 8° comma dell’art. 6 del decreto legge n. 78, secondo il quale gli enti locali «non possono effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, per un ammontare superiore al 20 per cento della spesa sostenuta nell’anno 2009 per le medesime finalità». La percentuale del bilancio generale dello Stato italiano destinata ai beni culturali è scesa nel 2010 allo 0,21% e le «misure urgenti» si aggiungono ai tagli che hanno colpito molti settori e reso precaria e difficile la vita di istituzioni culturali e musei.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Sandro Parmiggiani, Federico Castelli Gattinara, Stefano Luppi, Ada Masoero, Lidia Panzeri, da Il Giornale dell'Arte numero 305, gennaio 2011


  • Rosanna Cappelli con Francesco Rutelli
  • Luca Melloni
  • Danilo Eccher
  • Alvise Di Canossa
  • Beatrice Merz
  • Gianfranco Maraniello
  • Domenico Piraina
  • Giandomenico Romanelli
  • Stefano Piantini
  • Elena Pianea
  • Marco Goldin
  • Claudio Spadoni
  • Albino Ruberti
  • Le mostre costano, ma ci sono anche quelle a costo zero. Nella foto, l’installazione «Dal 5 novembre fino a quando cadono», di Philippe Parreno, che resterà al Castello di Rivoli sino a che l’elio contenuto nei palloncini a forma di fumetto ne consentirà la sospensione. La mostra e l’installazione sono interamente sponsorizzate dal collezionista Enea Righi
  • Sergio Campagnolo

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