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Musei

Adesso si chiama LaM

Eccezionalmente Brut

Riapre il Musée di Lille: ampliato, circondato da un parco di sculture e con tre collezioni di arte moderna e contemporanea

La nuova ala del LaM di Manuelle Gautrand e, a sinistra, la preesistente di Roland Simounet. Foto M. Lerouge/LMCU; © Manuelle Gautrand Architecture

Villeneuve d’Ascq (Francia). Dopo quattro anni di lavori di rinnovamento e la costruzione di un nuovo edificio, destinato a ospitare l’eccezionale collezione di Art brut, riapre il 25 settembre il Musée d’Art Moderne Lille Métropole di Villeneuve d’Ascq, ribattezzato LaM-Lille Métropole Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’Art brut. L’architetto Manuelle Gaudrand firma un edificio dai volumi organici che si affianca alla costruzione originale di Roland Simounet, realizzata nel 1983, e circondata da un parco di sculture. Il LaM presenta ora tre diverse collezioni, che raccolgono più di 4.500 opere. La prima parte accoglie la donazione, che risale al 1979, di Geneviève e Jean Masurel: si tratta di un bell’insieme di opere cubiste di Georges Braque, Henri Laurens, Pablo Picasso, accanto a lavori di Fernard Léger, Joan Miró e Amedeo Modigliani. Sono anche rappresentati il Fauvisme, il Surrealismo, l’Ecole de Montparnasse, l’Ecole de Paris e qualche esempio di arte naïf e di artisti del nord della Francia. Lewis Baltz, Christian Boltanski, Daniel Buren, Allan McCollum, Annette Messager, Dennis Oppenheim, Pierre Soulages, Jacques Villeglé fanno parte della collezione di arte contemporanea, costituita nel corso degli anni. I nuovi spazi sono stati necessari per esporre in modo adeguato il fondo dell’associazione L’Aracine, che nel 1999 ha donato al museo di Lille Métropole una collezione di Art brut, la più importante conservata in un’istituzione francese. Ne fanno parte opere di Aloïse Corbaz, Fleury Joseph Crépin, Henry Darger, Auguste Forestier, Augustin Lesage, Carlo Zinelli. Per l’apertura del museo, una mostra temporanea, «Abitare poeticamente il mondo», propone una passeggiata negli spazi del museo, attraverso 350 opere, un centinaio della collezione ma 250 provenienti da prestiti, dal MoMA di New York al Macba di Barcellona, dalla Fondation Cartier di Parigi fino alla galleria Peccolo di Livorno.

© Riproduzione riservata

Anna Maria Merlo, da Il Giornale dell'Arte numero 301, settembre 2010


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