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Aste

Mercato globale

Entrano in scena i milionari cinesi

Con acquisti rilevanti, i nuovi collezionisti orientali cominciano a emergere anche nel settore dell’arte: chi sono e che cosa comprano

Zhang Lan

Pechino. Senza che il mondo occidentale se ne sia ancora reso ben conto, i compratori cinesi sono entrati nella loro seconda fase di acquisto, quella delle opere d’arte. «I nuovi collezionisti hanno dai quaranta ai cinquant’anni. Hanno avuto la fortuna di godere della globalizzazione e hanno superato la prima fase, che consiste nell’acquisto di una vettura o di un appartamento», spiega il gallerista pechinese Xin Dong Cheng. «In un primo tempo compravano e immagazzinavano le opere come delle azioni. Ora giocano sul mimetismo e la differenziazione sociale», aggiunge il suo collega Hadrien de Montferrand. «Ho tre o quattro collezionisti che hanno costituito società e hanno cominciato a interessarsi di arte quando si son dovuti sposare. Le loro future mogli dovevano vedere che avevano anche buon gusto!».
Sta di fatto che, armati delle loro approssimative conoscenze, si divertono un mondo alle aste. Da due anni a questa parte una decina di essi compare spesso sulla stampa cinese. Diviso tra l’America, dove è vissuto,  e Pechino, Richard Chang nel 2008 ha esposto la sua collezione all’Ullens Center for Contemporary Art di Pechino. Possiede opere di Zhang Xiaogang e Cao Fei, ma anche di Anish Kapoor e di Tony Oursler. Altro personaggio di un certo peso è il cinese residente in Indonesia Budi Tek. Noto «re del pollo», ha acquistato un’installazione di Huang Yong Ping da Barbara Gladstone a New York, oltre a opere di Nam June Paik, Stephan Balkenhol e Yves Klein. Dopo aver creato un museo a Giacarta (Indonesia) nel 2008, potrebbe aprirne un altro a Shanghai. Più discreto, He Jiuxing è l’uomo forte della banca Minsheng. Nel 2007 ha creato un fondo di investimento in arte appoggiato all’istituzione bancaria. Anche Zhang Lan, proprietaria della catena di ristoranti South Beauty di Shanghai,  figura nella «power list» cinese. In particolare, l’imprenditrice possiede una tela di Liu Xiaodong, acquistata per 2,7 milioni di dollari nel 2006. Molto presente sui media, la coppia Wang Lei e Liu Yiqian l’anno scorso si è aggiudicata per 24,7 milioni di dollari un rotolo dipinto di epoca Ming, nel corso dell’asta Ullens e una poltrona cinese per più di 11 milioni di dollari da Christie’s. Indiscrezioni attribuiscono a Liu Yi Qian l’acquisto della casa d’aste Council di Pechino. La coppia mira forse a imitare François Pinault, proprietario di Christie’s? «Un giorno ci saranno dei François Pinault anche in Cina», predice Xin Dong Cheng. Ma in Cina si può scomparire da un giorno all’altro. È il caso di Zhang Rui. Nella sua casa, lo scalone centrale era ispirato a quello del  Guggenheim di New York. Tra il 2003 e il 2008 aveva acquistato cinquecento pezzi di artisti cinesi per poi invaghirsi di creatori occidentali come Angelo Filomeno e Kendell Geers. Ma, nel frattempo, il suo «protettore» è stato messo in prigione dove Zhang Rui lo ha raggiunto lo scorso dicembre  (cfr. n. 299, giu. ’10, p. 88).

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Roxana Azimi, da Il Giornale dell'Arte numero 301, settembre 2010


  • Richard Chang
  • Budi Tek
  • Zhang Rui
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