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Restauro

Ventimiglia

Hanburyana

A 50 anni dall’acquisto da parte dello Stato, Villa Hanbury restaurata è visitabile con i suoi straordinari giardini

La hall di Villa Hanbury con gli stucchi di Pomeroy

Ventimiglia (Im). Cinquant’anni fa lo Stato italiano acquistava Villa Hanbury e i suo straordinari giardini botanici. Estesi sul promontorio della Mortola, essi ospitano migliaia di specie vegetali provenienti da quasi tutto il mondo. L’Università degli Studi di Genova, che dagli anni Ottanta gestisce il compendio, celebra la ricorrenza con «Hanburyana», una serie di eventi distribuiti nel corso del 2010 volti a promuovere e valorizzare il patrimonio botanico, paesaggistico, storico, architettonico del luogo. Nell’ambito della rassegna il Ministero per i Beni e le Attività culturali (Mibac) è presente con due iniziative: la presentazione, a dicembre, degli atti, editi da Umberto Allemandi,  della giornata di studio del 2007 realizzata per commemorare i cent’anni dalla morte dell’imprenditore inglese Thomas Hanbury e l’apertura al pubblico da fine maggio delle sale della villa oggetto del restauro appena concluso. I lavori sono costati circa 500mila euro (300mila messi a disposizione dal Mibac e 200mila frutto di un accordo Progetto quadro tra Stato e Regione Liguria), sono stati diretti dall’architetto Costanza Fusconi della Soprintendenza per i Beni architettonici della Liguria ed eseguiti dalla ditta Doneux di Torino: «È stato un intervento significativo, sottolinea la Fusconi, che ha interessato anche gli ampliamenti compiuti nella Villa negli anni ’70 dell’Ottocento e progettati dal celebre architetto inglese Alfred Waterhouse, del quale emerge l’abilità nel distribuire nuovi volumi con un risultato di apparente naturalezza, anticipando temi propri dell’architettura organica di Frank Lloyd Wright». Francesca De Cupis, della Soprintendenza per i Beni artistici della Liguria, aggiunge: «L’intervento ha riguardato gli ambienti del piano terra, con diverse decorazioni, spalmate in un arco di tempo che va dalla fine dell’Ottocento ai primi due decenni del ’Novecento, di chiaro gusto eclettico. La hall conserva stucchi del britannico Pomeroy, mentre nella drawing room sono riaffiorati fregi neorinascimentali realizzati all’indomani della morte di Thomas Hanbury per iniziativa della vedova Katherine». Restauri e adeguamenti impiantistici rappresentano un fondamentale elemento propedeutico al futuro Museo di Villa Hanbury. «Il progetto vede il coinvolgimento delle tre Soprintendenze liguri con il coordinamento della Direzione regionale e in sinergia con l’ateneo genovese, precisa Elena Ragusa della Direzione regionale. A partire dal 2006 abbiamo intrapreso l’inventariazione e catalogazione delle fonti bibliografiche, documentarie e fotografiche custodite a Bordighera presso l’Istituto internazionale di studi liguri. Quest’estate presenteremo piano scientifico e progetto del museo ai possibili enti finanziatori, in primis al Ministero per i Beni culturali. Attraverso un allestimento multimediale e interattivo vogliamo non solo affrontare la sfaccettata personalità di Thomas Hanbury, filantropo, imprenditore, collezionista, ma offrire ai visitatori le chiavi di lettura per comprendere la genesi e l’evoluzione dei giardini, anche in relazione al loro impatto sul sistema territoriale del Ponente ligure».

© Riproduzione riservata

Emmanuele Bo, da Il Giornale dell'Arte numero 299, giugno 2010


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