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Archeologia

Palermo

Al Salinas si riparte

Il 5 giugno riapre il Museo Archeologico Regionale anche se i lavori continuano

L’atrio del Museo Salinas a Palermo

Palermo. Chiuso dal 13 luglio 2009 per lavori di restauro e riadattamento museografico, il 5 giugno riapre il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas. Per l’occasione saranno esposti il frammento del Partenone rientrato da Atene e gli argenti restituiti dal Met. Non ci sarà invece, come inizialmente annunciato, la Phiale aurea di Caltavuturo, in prestito alla mostra dei beni recuperati dai Carabinieri al Castello Maniace di Siracusa. La visita sarà consentita in due terzi dell’edificio: cortile minore, maggiore e rispettive sale dei piani terra, primo e secondo, quelli cioè al momento non ancora interessati dai lavori (la collezione preistorica ha già avuto però un riordino), che dovendo essere espletati in 36 mesi sono stati suddivisi in lotti, in tre distinte e successive fasi, ciascuna della durata di un anno, proprio per consentire la fruizione del museo anche a cantiere aperto. Rimane precluso dunque il blocco intorno all’ultimo cortile: sale delle metope di Selinunte (ma quelle piccole torneranno a essere esposte dopo l’estate), delle epigrafi, di Himera, della topografia, dei mosaici e affreschi e della ceramica attica. Per non sottrarre al pubblico quella che è la più importante raccolta etrusca al di fuori della Toscana, la collezione Casuccini, la si potrà ammirare in autunno all’Albergo delle Povere, in una mostra permanente, anche con materiali mai esposti, dai depositi, da cui pure si è recuperato per il nuovo allestimento del museo il Decreto di Entella (IV secolo a.C.). L’intervento, 9 milioni e 500 mila euro circa, fondi Por 2000-06, muove dalla duplice esigenza di mettere in luce l’ex convento dei Padri Filippini (fine XVI secolo), stravolto dall’adattamento museale ottocentesco, e di realizzare un allestimento museografico più rispettoso degli ambienti architettonici. Prevede quindi il consolidamento statico delle strutture, l’ammodernamento degli impianti (ex novo quello di condizionamento) e i servizi di accoglienza situati nei locali sul cortile d’ingresso, mentre «l’esposizione vera e propria inizierà dal secondo cortile, in cui lasceremo come esempio museografico, al pari della sala delle Metope, l’attuale esposizione che risale all’800», precisa il progettista e direttore dei lavori, l’architetto Stefano Biondo, nonché dirigente del servizio museografico del Dipartimento Beni culturali. Ma anche ricostruzioni multimediali per una contestualizzazione del patrimonio nel territorio di provenienza. «Il Salinas, auspica Giuseppina Favara, direttrice del museo, dovrà essere punto di partenza di una visita archeologica nel territorio della Sicilia occidentale». Il nuovo ordinamento valorizzerà la sua connotazione principale di museo di collezioni, cercando al contempo di osservare un criterio topografico e cronologico.

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Silvia Mazza, da Il Giornale dell'Arte numero 299, giugno 2010



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