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Opinioni & Documenti

Il re nudo

Una busta senza lettera

Il MaXXI non è così discreto da lasciare spazio all'artista

Una veduta interna del MaXXI. © Iwan Baan

Il MaXXI è una gradita aggiunta alla mappa culturale di Roma, una tra le ultime grandi capitali d’Europa a non avere un museo dedicato all’arte contemporanea. L’inaugurazione dovrebbe essere motivo di celebrazioni se non fosse che l’edificio va ad aggiungersi al pantheon di edifici museali che sembrano essere più esaltazioni della personalità del loro architetto che contenitori volti a esaltare il loro contenuto. Recentemente un artista mi ha detto una frase da ricordare, «un museo dovrebbe essere unicamente la busta che contiene la lettera dell’artista. Vorrei che la busta fosse meno importante della lettera». È la capacità di essere elegantemente discreto, di permettere all’artista di occupare lo spazio. La Hadid, con il suo edificio, lancia una sfida all’artista. Una busta barocca se ce n’è mai stata una. Non ci sono spazi bianchi né muri diritti. Non ci sono stanze dedicate ai dipinti; sembra molto difficile, se non impossibile, collocare dipinti, così come le tradizionali forme d’arte. Le installazioni, il genere in voga nei musei di arte contemporanea, si troveranno più a loro agio in questo contesto.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Karen Wright, da Il Giornale dell'Arte numero 299, giugno 2010

©RIPRODUZIONE RISERVATA
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