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Atene

Cattelan è doppio, Noguchi è mitico

Una personale dell’artista italiano nell’isola di Hydra e una retrospettiva dello scultore nippoamericano ad Andros

«We», il doppio ritratto di Maurizio Cattelan, 2010. Foto Zeno Zotti, Cortesia Galerie Perrotin, Parigi

Atene. Mentre la Grecia si trova a dover affrontare la peggior crisi finanziaria di tutti i tempi, due delle principali fondazioni private del Paese proseguono con la loro programmazione espositiva per l’estate.  La Deste Foundation del collezionista Dakis Joannou, dai primi di giugno al 30 settembre, ospita una personale di Maurizio Cattelan, che presenta nuove opere nel Project Space, un ex mattatoio sull’isola di Hydra: tra queste, anche se non si tratta di un inedito assoluto, «We», un ritratto di Cattelan a letto con il suo doppio. Una versione di quest’opera è esposta anche nella personale di Cattelan in corso alla Menil Collection di Houston fino al 15 agosto. L’opera è esposta in una sala insieme a lavori di altri artisti che fanno riferimento al concetto di doppio, tra i quali Andy Warhol.  Nel frattempo, sull’isola di Andros, la Goulandris Foundation annuncia dal 27 giugno al 26 settembre una retrospettiva di Isamu Noguchi, con opere concesse dal museo newyorkese intitolato allo scultore. L’artista nippoamericano (1904-1988) soggiornò molte volte in Grecia e utilizzò il marmo proveniente dalle cave elleniche in molte sue opere.  La mostra spazia dagli esordi con Brancusi a Parigi nel 1927 alle sculture  più recenti influenzate dal surrealismo realizzate a partire dagli anni ’80, sino ai piccoli marmi creati poco prima della morte. La maggior parte delle sculture in mostra è di dimensioni relativamente piccole, a causa delle difficoltà legate al trasporto; come in molte isole montuose greche il museo è accessibile solo al termine di una lunga scalinata, perciò tutte le opere dovevano pesare meno di 136 kg. La rassegna comprende un’ampia selezione di disegni, opere su carta, fotografie e altre opere che documentano le collaborazioni di Noguchi con la ballerina e coreografa Martha Graham, un rapporto che secondo Bonnie Rychlak, curatrice del Noguchi Museum, molti visitatori troveranno sorprendente: «Gran parte del lavoro della Graham è molto famosa in Grecia e ha a che fare con la mitologia, ha dichiarato, aggiungendo che Noguchi subì l’influenza anche di altri miti greci, che sua madre gli leggeva da bambino. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Umberto Allemandi, con saggi di Kyriakos Koutsomallis, direttore del Museo di arte contemporanea di Andros, di Jenny Dixon, direttore del Noguchi Museum, di Bonnie Rychlak, del curatore indipendente N.P. Paissios e di Karin Higa, senior curator del Japanese American National Museum di Los Angeles.

© Riproduzione riservata

Helen Stoilas, da Il Giornale dell'Arte numero 299, giugno 2010


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