Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Mostre

Martigny

De Staël per i mondiali

I calciatori del pittore russo alla Fondation Gianadda

Nicolas de Staël, «Agrigento», 1954

Martigny (Svizzera). Quindici anni fa la Fondation Pierre Gianadda aveva presentato un’ampia antologica di Nicolas de Staël (San Pietroburgo 1914-Antibes 1955); ora torna su di lui con una rassegna concentrata sull’ultimo decennio, tra il 1945 e il 1955, terminato con il suicidio dell’artista. La mostra attuale è costruita intorno ai «Footballeurs» (1952) della Fondation Gianadda, un tema di sicuro successo, quest’anno, nell’estate dei campionati mondiali di calcio. L’epilogo drammatico chiudeva una vita segnata da tragedie e lutti, la prima delle quali fu la fuga nel 1919 dalla Russia sovietica e poi l’affidamento suo e dei fratelli, da parte dei genitori, a una famiglia russa di Bruxelles, la città dove avrebbe studiato all’Académie des Beaux-Arts. Una nuova tragedia però lo attendeva: nel 1946, a Parigi dove ormai si era stabilito, perse la moglie pittrice Jeannine Guillou, da cui aveva avuto pochi anni prima una bambina. A Parigi, frequentando Magnelli, Arp, Le Corbusier e poi Braque, la sua pittura aveva virato verso un’astrazione violenta e gestuale, tramata di neri, che solo dal 1947, dopo l’incontro e il matrimonio con la seconda moglie Françoise (ne avrà tre figli), cambierà di segno: schiarito nei colori e più strutturato nella composizione, questo nuovo corso gli procura un successo internazionale. In quell’ultimo decennio De Staël si muove sul crinale che divide la figurazione dall’astrazione («nei miei quadri c’è sempre un soggetto, sempre»), ma negli ultimi tre anni, nel Sud della Francia, dipingerà anche molti nudi. La mostra, aperta dal 18 giugno al 21 novembre e curata da Jean-Louis Prat, esplora quest’ultima stagione, riunendo un centinaio di dipinti prestati da grandi musei e collezioni private europee e statunitensi, oltreché dalla famiglia di questo maestro un po’ dimenticato negli ultimi anni ma che nel secondo dopoguerra fu un artista molto influente, inserito da protagonista nel dibattito più avanzato del tempo, sino a diventare un modello, negli anni dell’esistenzialismo, per la generazione informale italiana.

© Riproduzione riservata

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 299, giugno 2010


Ricerca


GDA dicembre 2019

Vernissage dicembre 2019

Il Giornale delle Mostre online dicembre 2019

Vedere a ...
Vedere a Napoli 2019

Vedere in Sardegna 2019

Vedere a Torino 2019

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012