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Fotografia

Il maestro del pittorialismo

All'Albertina di Vienna grande retrospettiva di Heinrich Kühn

Heinrich Kühn, «Karaffe und Blumen» (Caraffa e fiori), 1913 ca, oleobromia. Museum of Fine Arts, Houston / Geschenk von Manfred Heiting. Die Manfred Heiting Sammlung © Estate

Vienna. Dal 9 giugno e fino al 12 settembre, a cura di Monika Faber, l’Albertina di Vienna ospita una grande retrospettiva di Heinrich Kühn, maestro indiscusso del «pittorialismo» europeo, celebrato in vita tra i massimi esponenti dell’arte fotografica, caduto in disgrazia nel periodo d’oro della fotografia diretta e di documentazione, recentemente recuperato agli onori della storia. Nato a Dresda nel 1866, austriaco di adozione, Kühn concepisce la fotografia come una forma d’arte capace di rivaleggiare con la pittura sul suo stesso terreno, quello dell’invenzione e non della riproduzione della realtà: membro del Wiener Camera Club, costituisce con Henneberg e Watzek il gruppo del «Trifoglio», e tra il 1895 e il primo decennio del Novecento vive la sua stagione di maggior successo. Attenzione esasperata alle tecniche di stampa, curiosità nei confronti di ogni procedimento che potesse arricchire le possibilità espressive del fotografo (dal 1907 sarà tra i primi e più convinti sperimentatori dell’autochrome, antenata della fotografia a colori) sono le caratteristiche immediatamente riconoscibili di Kühn, ma le oltre 100 immagini raccolte in questa occasione permettono anche di approfondire gli aspetti relativi alla scelta dei soggetti, elemento non certo trascurabile nella produzione di un artista. Particolare interesse rivestono le scene familiari, che rivelano una sensibilità ritrattistica davvero straordinaria e consentono di entrare in un mondo senza dubbio messo in posa, ma al contempo vivo. Così le nature morte dicono di una raffinatezza estrema e i paesaggi di una tensione verso la forma astratta che risponde peraltro pienamente al clima artistico del periodo, non solo in ambito fotografico. Insomma, la storia della Finis Austriae passa anche da queste stampe, così come la storia della fotografia artistica trova in Kühn non solo un grande esponente, ma anche uno dei suoi più rigorosi e coerenti teorici.
© Riproduzione riservata

da Il Giornale dell'Arte numero 299, giugno 2010


  • Heinrich Kühn, «Abend am Schleißheimer Kanal» (Sera sul canale Schleißheimer), 1899. Fotografische Sammlung, Museum Folkwang, Essen © Estate Heinrich Kühn
  • Heinrich Kühn, «Veilchen» (Violette), 1908 ca, autochrome. Albertina, Wien © Estate
  • Heinrich Kühn, «Hans und Edeltrude», 1912/1913, autochrome © Österreichische Nationalbibliothek, Bildarchiv, Wien

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