Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Notizie

Città del Vaticano

L’apertura della Chiesa si chiama Matisse

Apre a fine anno la sala dedicata ai bozzetti di Vence: è il primo passo della nuova politica dei Musei Vaticani nel campo dell’arte contemporanea

Henri Matisse nel suo studio, sullo sfondo «La Vierge et l’Enfant», oggi dei Musei Vaticani, 1950

Città del Vaticano. Alla fine del 2010 il Reparto Arte moderna e contemporanea dei Musei Vaticani, diretto da Micol Forti, inaugurerà una sala completamente dedicata ai bozzetti creati da Henri Matisse per la Cappella del Rosario delle suore domenicane di Vence, sulla Costa Azzurra, donati dal figlio dell’artista Pierre nel 1980 e mai esposti prima. Si tratta di tre carte intelate in scala 1:1 delle vetrate originali del coro dell’abside e della navata con il soggetto dell’«Albero della vita» e del gruppo ceramico della «Vierge et l’Enfant» nel presbiterio. Tutti misurano in altezza 5,15 metri. Ci sono poi cinque casule, cioè le vesti liturgiche del sacerdote, ognuna in un colore diverso (rosso, giallo, nero ecc.) e tessute in seta, come concepite all’inizio da Matisse (che alla fine scelse il cotone), oltre a un Crocifisso e una Croce per il campanile, entrambi in bronzo. I bozzetti delle vetrate e della «Vierge et l’Enfant» sono in corso di restauro: Pierre Matisse li aveva fatti intelare a New York da una giapponese che aveva utilizzato della colla, col tempo affiorata in superficie. Particolarmente sofisticato è l’impianto di climatizzazione. Spiega Micol Forti: «Ho riflettuto a lungo sul tipo d’illuminazione da utilizzare nella sala cinquecentesca che ospiterà i bozzetti, priva di finestre, a differenza della Cappella del Rosario inondata da un’abbacinante luce solare, che la rende il luogo della “luce” per eccellenza. Alla fine ho scelto una luce localizzata sulle opere, in modo che saranno queste con il loro stile e i colori essenziali a creare un’esplosione solare, a originare il senso fisico e spirituale della luce come voleva Matisse». Una curiosità: nella sala rimarrà esposta una Madonna in pietra calcarea con conchiglie fossili, scolpita da Lucio Fontana nel 1956: misura tre metri e venti in altezza e non è più possibile farla uscire dalla sala. L’intera operazione d’allestimento costerà 350mila euro.
Dottoressa Forti in che modo il Reparto Arte Moderna e Contemporanea contribuisce alla nuova politica d’apertura del Vaticano verso l’arte contemporanea?
Sto cercando di dare un nuovo “volto” al Reparto, che nasce nel 1973 con una raccolta dei doni ricevuti da Paolo VI Montini e poi arricchita con altre donazioni e acquisizioni, per cui le opere giungono a coprire gli anni ’60 (per l’Italia è ben documentato il periodo tra le due guerre). Molti i capolavori di maestri come Chagall, Gauguin, Leger, Ernst, Nolde, Bacon e Sutherland, soltanto per citare qualche nome. Il percorso museale non è facile da allestire, visto che va dall’Appartamento Borgia fino agli ambienti sottostanti, che all’epoca non facevano parte dell’area museale. Purtroppo non sempre siamo nelle condizioni di potere compiere degli acquisti; così ho scelto di privilegiare la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico, in modo da costituire un exemplum per gli artisti contemporanei. Alla fine del 2009, quando Benedetto XVI ricevette gli artisti in Vaticano, questi con monsignor Gianfranco Ravasi e il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci hanno visitato a lunga il nostro Reparto.
Quali saranno le innovazioni?
Penso a un centro studi, dove si possa fare ricerca, ragionare intorno all’arte: insomma una strada per salvaguardare il rapporto con la contemporaneità. Stiamo creando un Archivio storico con i primi fondi donati di artisti tra Otto e Novecento: Cesare Fracassini, il futurista Ginna, suo fratello Bruno Corra e Gino. Inoltre stiamo incentivando le giornate di studio, restauri, pubblicazioni e convegni.

© Riproduzione riservata

Francesca Romana Morelli, da Il Giornale dell'Arte numero 299, giugno 2010


Ricerca


GDA dicembre 2019

Vernissage dicembre 2019

Il Giornale delle Mostre online dicembre 2019

Vedere a ...
Vedere a Napoli 2019

Vedere in Sardegna 2019

Vedere a Torino 2019

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012