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Parola d’ordine all’Expo: mai dire Shanghai

34 miliardi per tramutare in evento epocale l’Esposizione Universale che appare però sedotta e abbagliata dalle star occidentali, dimenticando che la città è il cuore dell’arte contemporanea cinese

«Aiuole (Prato)», un’opera di Massimo Bartolini allestita all’Expo di Shanghai

shanghai. L’Expo Shanghai, in programma dal primo maggio al 31 ottobre, è un evento imponente: sono previsti 100 milioni di visitatori e più di 20mila appuntamenti collaterali. La World Expo si tiene ogni quattro anni e le autorità sperano che l’edizione di Shanghai sia ricordata come un evento grandioso nella storia dell’umanità, la prima Esposizione Universale in un Paese in via di sviluppo. Non sono disponibili dati ufficiali, ma lo Shanghai Foreign Correspondent’s Club ha stimato un investimento totale di circa 34 miliardi di euro. Il padiglione più costoso, accanto al cinese, è quello dell’Arabia Saudita, costato 90 milioni di euro. L’Expo ha sede in un grande complesso che si sviluppa sulle due rive del fiume Huangpu, per la cui costruzione è stato necessario demolire cantieri navali, acciaierie e alcune aree residenziali. Alla vigilia dell’inaugurazione molti Paesi non hanno ancora deciso quale sarà il contenuto dei loro padiglioni, a causa di cambiamenti dell’ultimo minuto. La Francia, ad esempio, avrebbe deciso di chiamare Daniel Buren solo un mese prima dell’apertura ufficiale.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Chris Gill, da Il Giornale dell'Arte numero 298, maggio 2010



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