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Gallerie

New York

Armory, wow!

La mostra mercato, dotatasi di un settore moderno, ha risvegliato l’interesse dei galleristi: per questo, coraggiosamente, ne invita 46 in più

Katelijne De Backer, direttore dell'Armory Show 2010 © David Willems

new york. In un momento di ristrettezze economiche com’è quello attuale, la 12ma edizione annuale dell’Armory Show di New York, aperta dal 4 al 7 marzo, opta per una tattica coraggiosa, portando il numero degli espositori a 285, 46 in più rispetto al 2009. Tra i nuovi partecipanti la Other Criteria, di proprietà di Damien Hirst, alla sua prima partecipazione a una fiera d’arte, che presenta edizioni limitate di pezzi progettati dall’artista, e Lora Reynold, galleria attiva da cinque anni a Austin, in Texas, gestita da una ex dipendente di Anthony d’Offay e Matthew Marks. La fiera, che lo scorso anno ha registrato 56mila visitatori, avrà un settore dedicato al contemporaneo, con 211 gallerie, e uno al moderno, con 74 stand. L’Armory Show è di proprietà della Merchandise Mart, una conglomerata con sede a Chicago che gestisce anche Art Chicago, la Toronto International Art Fair e la fiera Volta.  Gli organizzatori sono ottimisti, dopo una stagione autunnale caratterizzata dalla crescente richiesta di partecipazioni anche dopo la scadenza dei termini per presentare la domanda. «Ricevevo tre chiamate al giorno dai mercanti», conferma Katelijne De Backer, direttore della fiera.   Una congiuntura di appuntamenti (la Biennale del Whitney, la mostra della collezione Dakis Joannou al New Museum e l’Adaa Art Show tra gli altri), insieme a una rinnovata fiducia nel mercato dell’arte, ha riportato sull’Armory le attenzioni degli espositori. Tuttavia, un gruppo di habitués quest’anno non sarà presente: si tratta di Tanya Bonakdar, Mitchell-Innes & Nash, Marianne Boesky e Cheim & Read, che espongono tutti nella Park Avenue Armory, alla concorrente fiera Art Show. Due mercanti, che hanno preferito restare anonimi, hanno dichiarato di essere stati minacciati di un’«azione legale» nei loro confronti dopo aver comunicato l’intenzione di non partecipare all’Armory. Nella fiera si nota per la prima volta una concentrazione geografica: partecipano infatti ben 22 mercanti berlinesi, a riprova della sempre maggiore influenza della città tedesca come centro dell’arte contemporanea. Da Berlino arriveranno nomi affermati come Esther Schipper e Thomas Schulte, e altri più giovani come la galleria Reception, aperta da poco. Tra le esordienti all’Armory Show alcune gallerie del Lower East Side di Manhattan, come Lisa Cooley e Simon Preston, convinto che la partecipazione dei mercanti di Manhattan spingerà un numero maggior di collezionisti newyorkesi a visitare le gallerie. Lo scorso anno gli organizzatori della fiera hanno introdotto con successo una seconda sezione dedicata ai mercanti d’arte moderna, che quest’anno si è ingrandita. «Abbiamo avuto un ottimo pubblico, energia positiva e un numero di visitatori oltre le aspettative», ha dichiarato a questo proposito il gallerista Michael Rosenfeld, che presenterà quest’anno un dipinto della fine degli anni Settanta di Alma Thomas, quotato 750mila dollari. Le Babcock Galleries hanno deciso di partecipare alla sezione d’arte moderna dopo aver sentito pareri positivi e proporranno modernisti americani come Stuart Davis e Charles Sheeler.
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Lindsay Pollock, da Il Giornale dell'Arte numero 295, febbraio 2010


  • Uno stand dell'Armory Show a New York
  • Una prospettiva degli stand dell'Armory Show a New York

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