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Signorsì & Signornò

Signorsì & Signornò

E.motion graphique. Dal disegno antico all’animazione contemporanea
Lille, Palais des Beaux-Arts, 4 dicembre 2009 - 22 febbraio 2010
L’evento La mostra costituisce un curioso esperimento: si affiancano disegni realizzati tra il XVI e l’inizio del XX secolo e video di motion graphics risalenti agli ultimi anni, con l’intento di mettere in evidenza i legami (tecnici e tematici) che uniscono la grafica del passato e quella contemporanea. Pur non esente da aspetti problematici, la rassegna rappresenta un interessante tentativo di far dialogare antico e moderno.
Perché sì La mostra stimola la curiosità del visitatore, cui vengono offerti parecchi spunti di riflessione. Da sottolineare come, al di là della maggiore o minore efficacia degli accostamenti proposti tra disegni e video, questi ultimi siano in gran parte molto belli e interessanti. La selezione è assai variata: si va dallo scoppiettante «Logorama», in cui ogni elemento, dai personaggi agli edifici alle auto, è costituito da loghi commerciali, al poetico dittico di «Gardens by the bay».
Perché no La selezione dei disegni, che attinge in larga misura alla tradizione accademica, è a tratti un po’ noiosa. Soprattutto, notevoli problemi di fruizione derivano dal sonoro dei video, che si accavallano e confondono: in mostra non sono esposti solo filmati, ma anche fogli di antichi maestri che richiederebbero una fruizione silenziosa. Una sorta di audioguida, con il sonoro dei diversi video da avviare a piacimento del visitatore, avrebbe forse costituito una soluzione al problema. q Fabrizio Federici

Boldini e gli italiani a Parigi
Roma, Chiostro del Bramante, 14 novembre 2009 - 14 marzo 2010
L’evento La piccola mostra tenta di ripercorrere le vicende artistiche degli artisti italiani migrati a fine Ottocento nella Parigi della Belle Epoque, focalizzando l’attenzione su De Nittis, Zandomeneghi e, soprattutto, Boldini.
Perché sì La rassegna presenta alcuni capolavori, anche da collezioni private, come «Conversazione al caffè» e «Miss Bell» di Boldini, in un allestimento che si segnala per la corretta illuminazione. Colpisce la selezione di Zandomeneghi, che ben sottolinea la qualità dell’artista (si pensi a «Le madri»), l’unico veramente in grado, con una tecnica «puntinista», di stare al passo degli impressionisti.
Perché no Sembra che del mito di Parigi si siano infatuati non solo gli artisti, ma anche i curatori dell’esposizione: iniziare con il trasferimento di Boldini nella capitale francese (1871), dimenticandone gli esordi macchiaioli, falsa una vicenda artistica dalle chiare radici, forse nell’ottica di evidenziare invano una parità di livello tra gli Italiani e il contesto parigino più avanzato. E del resto non tutti gli artisti sono ugualmente ricettivi: se Boldini mostra un progresso stilistico, altri, come Corcos, o, peggio, Mancini (che davvero non si spiega all’interno della mostra), si attardano su posizioni ormai superate. È un peccato che dell’ultimo virtuoso Boldini à la mode ci sia una selezione insufficiente di opere. E non si capisce il motivo di allestire certe pareti con carta da parati e sagome di oggetti da interno borghese, che rendono quei poveri quadri che vi si trovano appesi niente più che lussuosi complementi d’arredo.
q Francesco Guzzetti

Lele Luzzati, Atto III - Un mondo di fiaba
Pisa, Museo della Grafica, 12 dicembre 2009 - 21 marzo 2010
L’evento La mostra, che completa il percorso iniziato da precedenti esposizioni, è il frutto del lavoro di ricerca nato dalla collaborazione fra il Dipartimento di Storia delle Arti dell’Università di Pisa e la Fondazione Cerratelli, che dal 2005 riunisce a San Giuliano Terme, alle porte della città, più di 25mila costumi teatrali.
Perché sì L’esposizione permette anche a chi si accosti per la prima volta a Luzzati di apprezzare il versatile ingegno di questo autore, che fu scenografo, illustratore di libri per bambini, costumista, creatore di ben ventisei film di animazione, scrittore. Notevole l’allestimento: il visitatore è accolto dall’«Uccello Meccanico» di Rossignol e da un piccolo «padiglione», in cui chiari pannelli informativi, corredati da manifesti degli spettacoli, costituiscono un’utile bussola per orientarsi nel variopinto mondo del maestro genovese. L’esposizione si snoda alternando lavori imperniati su singole opere (come il «Flauto magico» o la «Cenerentola») a sale che permettono il confronto fra i diversi mezzi espressivi e le molteplici attività di Luzzati: le illustrazioni e i bozzetti per le scenografie, affissi alle pareti, possono essere ammirati insieme ai libri illustrati, sistemati al centro degli ambienti e sfogliabili dal visitatore. La visita alla mostra andrebbe integrata con quella all’omonima rassegna allestita nello stesso periodo alla Fondazione Cerratelli e dedicata al Luzzati costumista.
q Eloisa Morra

Le recensioni dell’Osservatorio Mostre e Musei, un progetto diretto da Maria Monica Donato e Paul Zanker presso la Scuola Normale Superiore di Pisa (Laboratorio LARTTE), sono consultabili al sito http://mostreemusei.sns.it.

da Il Giornale dell'Arte numero 295, febbraio 2010



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