Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Opinioni & Documenti

Il criptico d’arte

Candida senza candore

Höfer, ti amavo quand’eri maligna e becheriana, ora ti sei convertita alle bellurie della foto documentaria

La Biblioteca Riccardiana (2008) secondo Candida Höfer

Qualche anno fa eri un pezzente se non ti eri fatto ritrarre da Clegg & Guttmann o da Thomas Struth. I tuoi genitori, d’altronde, o una faccetta messa lì da Warhol o la condanna all’anonimato eterno. I nonni ambivano a Van Dongen, che prima era, recita una battuta velenosa di André Salmon, «un vero fauve», poi ha riscosso la stock option diventando un «frequentatore di principesse». Funziona così da secoli, d’altronde. Ma che oltre alle persone ambiziose e ufficiali, per le quali la firma del ritrattista è un vero e proprio status symbol e un certificato di garanzia (una controprova? Persino il riottoso Manzoni e il mistico Rosmini non si sottraggono alla noia delle pose per Hayez, perché essere ritratti da lui si deve) adesso la stessa cosa capiti anche ai luoghi, mi pare una faccenda veramente divertente. Son qui che mi guardo le foto che Candida Höfer ha fatto a Firenze, e il pensiero mi corre proprio alle damazze che bramavano le polaroid vischiose e la pittura veloce di Warhol. Pensiero birichino, certo, ma giustificato. Non si fa e non ci fa mancare niente, la superstar della foto a colori, di quello che ti aspetti che ci sia ma speri che almeno stavolta non ci sia: gli Uffizi e Pitti, la Pergola e Palazzo Medici. Bello in asse e centrato proprio come nelle cartoline che vendono a pochi passi, c’è anche il David con cornice di colonne. E pensare che mica tanto tempo fa stravedevo per Höfer. Il suo ragionamento critico sulla foto da beau livre, documentariamente lussureggiante, come giocando sull’evocazione del precisionismo da camera ottica, mi sembrava una posizione importante, soprattutto perché l’autrice lo faceva collidere con quelle situazioni non messe in posa, non scenografate, in cui la luce incideva malignazza e fredda come in una declinazione fotografica di Dogma 95. E poi confesso: una che, come Höfer, ha la mania forsennata delle biblioteche, come si fa a non amarla perdutamente? In seguito l’amore ha cominciato a farsi perplesso. E vai con la serie di immagini di Bologna. E rivai con il Louvre. E poi Napoli. E ora Firenze. Per dire solo delle cose in cui sono incappato di recente, tra le plurime mostre personali della nostra in questo ultimo paio d’anni. Ogni volta, lo stesso sguardo in cui l’arguto arzigogolo critico sull’ovvio sconfina sempre più nell’ovvio e basta, e la feroce indagine becheriana sulla foto documentaria comincia a cedere qua e là alle bellurie della foto documentaria tout court. Ma vuoi mettere, si dicono l’assessore o il soprintendente o il direttore? Queste non sono solo belle foto grandi dei nostri amati monumenti, ché il tradizionalista va sempre accontentato: sono roba d’arte, roba finissima, questa è una grande autrice che piace a quelli d’avanguardia, così ti vezzeggio in un sol colpo anche l’intellettuale spocchioso. Quando ci ricapita più di fare del benismo culturale e delle cose cool a reti unificate, roba da votazione all’unanimità in consiglio comunale e da autorizzazione ministeriale d’emblée? Immagino che il futuro si prospetti fulgido, per la nostra. C’è ancora Venezia, un vecchio classico che poi ci si può fare un libro da vendere in tutto il mondo. E Roma dove la metti? E poi, vuoi che quelli di Torino e di Genova, di Padova e di Palermo, per dire, possano negarsi a lungo al dovere di farsi anche loro i loro bei luccicanti C-prints della Höfer, che evocano un po’ i poster dell’Apt ma fanno una scena pazzesca e ti fanno sentire così poco provinciale? E Candida è lì, severa, autorevole, chic. E pronta, disponibile quel giusto. Perfetta. Prima di finire tutte le guide del Touring, ella pensa in cuor suo, ci vorranno anni.

Flaminio Gualdoni, da Il Giornale dell'Arte numero 295, febbraio 2010



GDA maggio giugno 2020

GDA408 maggio-giugno VERNISSAGE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELLE MOSTRE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELL

GDA408 maggio-giugno VEDERE IN ABRUZZO

GDA408 Inchiesta FAREMO COSÌ

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012