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Mostre

Ravenna

Dante si ispirava ad Alighieri

Al Mar la prima mostra italiana sui Preraffaelliti

Dante Gabriel Rossetti, «Aurelia (L'amante di Fazio)», 1863-73, olio su pannello di mogano, 43,2x36,8 cm © Tate, London

ravenna. La Confraternita dei Preraffaelliti fu costituita a Londra nel 1848 dai pittori William Holman Hunt, Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti, anche poeta. Il loro scopo era di opporsi ai «progressi» della civiltà industriale, allora nascente in Inghilterra, all’accademismo ufficiale artistico e, più in generale, alle convenzioni della società vittoriana: il mondo artistico anelato era quello pre-raffaellita, cioè degli artisti attivi in Italia prima di Raffaello (come Perugino, Beato Angelico e Lorenzo Costa), per ridar vita a un mondo di nuovo aderente alla natura e a caratteri umani più «veri» rispetto all’alienante società del periodo, desunti direttamente dall’arte e dalla poesia italiane o attraverso le rielaborazioni di poeti romantici (Keats) o intellettuali (John Ruskin). Tutto ciò viene evidenziato dalla mostra «I Preraffaelliti e il sogno italiano da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones», allestita al Mar-Museo d’arte di Ravenna dal 28 febbraio al 6 giugno (dal 15 settembre al 5 dicembre la mostra si trasferirà all’Ashmolean Museum di Oxford) e curata da Colin Harrison, Christopher Newall e Claudio Spadoni (catalogo Silvana Editoriale). Ordinati in mostra, la prima in Italia sull’intero movimento, oltre 150 tra tele, tavole, incisioni e disegni provenienti soprattutto da musei inglesi (tra gli altri, Birmingham Art Gallery, Fitzwilliam Museum di Cambridge, British Museum e Tate Gallery di Londra). Due i filoni principali individuabili lungo il percorso: l’attenzione dei preraffaelliti all’arte e alla letteratura, soprattutto la Divina Commedia, italiane, nonché al paesaggio quattrocentesco con nume tutelare lo storico John Ruskin (che li difese dagli attacchi in patria di pubblico e critica), presente attraverso disegni di dipinti e monumenti di Venezia, Lucca, Firenze, Palermo, Pisa. Dopo la sezione introduttiva con dipinti dei secoli XV e XVI (Angelico, Costa, Taddeo di Bartolo, Mariotto di Nardo, Perugino e Timoteo Viti) il movimento è raccontato attraverso una trentina di artisti tra cui George Price Boyce, Edward Burne-Jones (compresi i cartoni e i disegni preparatori dei mosaici della chiesa di San Paolo dentro le Mura a Roma, del 1880), Giovanni Costa, William Holman Hunt, Frederic Leighton, Henry Roderick Newman, William Blake Richmond e Dante Gabriel Rossetti di cui sono esposti acquerelli e quadri sulla Divina Commedia. 
© Riproduzione riservata

Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 295, febbraio 2010


  • Edward Burne-Jones, «Musica», 1877, olio su tela, 67,7x43,5 cm. Oxford, The Ashmolean Museum
  • Edward Burne-Jones, «L’albero della vita», cartone per il mosaico di San Paolo dentro le Mura a Roma, 1892, Londra, Victoria and Albert Museum

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