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Musei

Milano

Brera commissariata: arriva Resca

Soddisfatto il presidente degli Amici Aldo Bassetti: «Finalmente un’assunzione di responsabilità e un interlocutore unico. Se fallirà sarà soltanto colpa sua»

Mario Resca

milano. È della fine di dicembre la notizia che Mario Resca sarebbe diventato commissario di Brera. Ora dichiara: «Milano merita un museo competitivo a livello internazionale, cosa che oggi Brera non è. Io farò del mio meglio perché accada quello che non è accaduto in quarant’anni ». Il suo arrivo dovrebbe sbloccare la querelle ormai infinita (cfr n. 282, dic. ’08, p. 59, n. 283, gen. ’09, p. 38 e n. 291, ott.’09, p. 52) che vede opposte la Pinacoteca e l’Accademia di Belle Arti (i docenti e gli allievi, perché il presidente Gabriele Mazzotta è favorevole) riguardo al trasferimento della didattica dell’Accademia nell’ex caserma di via Mascheroni. A trovare quella sede era stato tre anni fa Aldo Bassetti con l’allora sottosegretario alla Difesa Nando Dalla Chiesa. Bassetti, presidente degli Amici di Brera, dichiara: «Io non posso che essere soddisfatto dell’arrivo di Resca (che è frutto anche della campagna d’opinione di noi Amici), poiché potrà porre rimedio all’incapacità di decidere di chi è stato sinora intorno al tavolo. Un’incapacità che deriva da più ragioni: innanzitutto va modificata la presentazione stessa della questione, perché è vero che la Pinacoteca di Brera ha bisogno di nuovi spazi ma di tali spazi va definita esattamente la funzione. Infine, il protocollo siglato il 24 novembre 2008 è stato firmato, oltreché dal Sindaco di Milano, dal responsabile del Ministero della Difesa per la caserma Mascheroni, dal Mibac per la Pinacoteca e per l’Accademia dal presidente Mazzotta, ma non da un rappresentante del Ministero dell’Istruzione, da cui essa dipende. La mia soddisfazione per l’arrivo del Commissario nasce dunque dal metodo: finalmente ci sarà un’assunzione di responsabilità e avremo di fronte un interlocutore unico, dotato di pieni poteri. Se fallirà, la responsabilità sarà sua. Ma sono convinto che Mario Resca, sentito il parere degli esperti museali, otterrà il risultato di qualità che Brera merita». Quali sono le proposte degli Amici di Brera? «Intanto gli chiediamo di porre rimedio all’omissione di Palazzo Citterio nel nuovo progetto. Poi che si definiscano delle priorità, prima fra tutte l’identità di Brera, frutto della compresenza di sette istituzioni nel palazzo, che devono convivere con pari dignità. Includo ovviamente l’Accademia, che deve mantenere qui un presidio ben visibile e vedere valorizzate le sue collezioni, oggi inaccessibili. Ma anche l’Orto botanico e le serre del Piermarini meritano un forte investimento: si tratta di uno spazio verde davvero unico, nel cuore della città. Per la Biblioteca Braidense c’è poi la necessità di sistemare i tetti, le cui infiltrazioni minacciano un patrimonio straordinario. Senza contare l’accessibilità per i disabili. Noi siamo a disposizione: ci aspettiamo che ci vengano affidate delle responsabilità».

Ada Masoero, da Il Giornale dell'Arte numero 295, febbraio 2010


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