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Fotografia

Roma

La foto è mia e la gestisco io

Alla Gnam una rassegna sulla fotografia d’avanguardia al femminile negli anni Settanta

Ana Mendieta, Untitled (Glass on Body Imprints), 1972/1997 © Ana Mendieta/Sammlung Verbund Vienna

roma. «Statisticamente in un museo l’80% dei soggetti delle opere artistiche sono donne spesso nude e in posizioni oscene, mentre le opere delle artiste donne raggiungono al massimo il 3%», recita un eloquente pannello all’inizio della mostra «Elles» ancora in corso al Centre Pompidou di Parigi. Da qualche anno c’è un certo risveglio internazionale verso un interesse di «genere» e i temi del femminismo storico e non solo, come indica bene anche «Wack! Art and the feminist revolution» inaugurata nel 2007 al Moca di Los Angeles, itinerante poi in quasi tutti gli Stati Uniti. Dal 18 febbraio al 16 maggio la Galleria Nazionale d’arte moderna di Roma propone «Donna: avanguardia femminista negli anni ’70 dalla Sammlung Verbund di Vienna», una raccolta di circa 200 opere di 16 artiste, compresi almeno 10 video. Diversamente dagli esempi citati, la mostra romana non è un focus sulle donne artiste come la parigina, né pretende di essere un’esaustiva rassegna sul tema come la collettiva del Moca che comprendeva 120 artiste da tutto il mondo. «Il primo confine, spiega Angelandreina Rorro, è che sono lavori tratti da una sola collezione, quindi è una mostra che parla anche della specificità della Sammlung Verbund di Vienna, una raccolta con un’identità tematica molto forte». La mostra nasce dalla collaborazione tra la Gnam e la compagnia elettrica di Vienna, la cui collezione si forma nel 2004 con opere contemporanee a partire dal 1970. Due essenzialmente i filoni di ricerca scelti: uno sull’arte performativa, con un particolare sguardo sulle avanguardie femministe degli anni Settanta e sui loro sviluppi fino a oggi; l’altro sulla destrutturazione dello spazio dal punto di vista sia concettuale sia fisico, con artisti come Gordon Matta-Clark e Fred Sandback. La sua fisionomia si deve principalmente a Gabriele Schorr, direttrice della raccolta e curatrice insieme a Rorro della mostra romana. Dopo le uscite più «generaliste» al Mak di Vienna (2007) e alla Galleria d’Arte Moderna di Istanbul (2008), la proposta per Roma è stata di una mostra a tema su uno degli aspetti meglio rappresentati della collezione. Ne emerge una collettiva preziosa di opere tutte a matrice fotografica, con personalità di fama internazionale come Valie Export, Ketty La Rocca, Francesca Woodman, Cindy Sherman, Ana Mendieta, Hanna Wilke, e altre soprattutto di area tedesca e austriaca, meno note in Italia. Come a Istanbul, dove la Sammlung Verbund ha acquisito un bellissimo video della turca Nil Yalter che è in mostra, anche per questa tappa la collezione si è arricchita di due lavori di Ketty La Rocca, unica italiana presente a Roma. Le tematiche sono quelle dell’identità e del corpo femminile, del rapporto uomo-donna, della messa in discussione del proprio ruolo, dell’autoritratto come momento di vita privata, intima. I formati delle opere sono vari, non molto grandi, perlopiù in bianco e nero; è leggibile anche un filone di riferimenti concettuali e surrealisti, come per esempio in Birgit Jürgenssen, molto studiata di recente. Certo mancano figure chiave come Gina Pane o Marina Abramovic, ma comunque la rassegna fornisce del tema uno spaccato convincente. Catalogo Electa.  
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Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 295, febbraio 2010



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