Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Notizie

Italia Nostra

L'Aquila morta

Camminare nel freddo di una mattina di gennaio, nella neve che cade e scricchiola sotto le scarpe. Camminare nel silenzio tombale dell’Aquila. Una città abbandonata dalla nazione della quale essa è stata uno dei 20 capoluoghi di regione. Un cumulo di macerie dove niente è stato ricostruito e nessun piano è ancora stato approntato. L’ottimismo ufficiale ha nascosto il fatto che, come ha dichiarato l'urbanista e consigliere nazionale di Italia Nostra, Vezio De Lucia, «...la ricostruzione è stata impostata come problema esclusivamente edilizio, accantonando la dimensione territoriale, senza un progetto di città». La maggioranza degli edifici, anche molti monumenti, quasi tutte le chiese sono senza protezione, destinati a un degrado irreparabile. La stessa cosa è per gli altri centri storici colpiti. La struttura generativa di questa antica città di fondazione, nata a metà del secolo XIII, è stata colpita nella sua essenza e nei suoi legami con quei più antichi centri che l’avevano generata e nulla finora è stato fatto per ricostituire questa identità, così importante e decisiva per gli abitanti. Il nostro Paese è fatto di paesaggi urbani, di centri storici irripetibili. È la prima volta che dopo un tale terremoto viene in silenzio ma di fatto derubricato il problema del restauro dell'intero tessuto monumentale e storico artistico. In Friuli, in Umbria e nelle Marche non era certo stato così. L’Aquila è unica nel suo genere, nel mélange di medioevo e rinascimento soprattutto, con un vero tessuto capillare di edilizia civile ed ecclesiastica. Nessuno si sta occupando della tutela integrale di un grande bene culturale: il centro storico di una città capoluogo. Nel terribile e mortale silenzio che tutto avvolge mentre cammino verso piazza del Duomo mi sfiora nel vento il pensiero gelido che stia prevalendo l'idea di lasciare la città in abbandono e che il tempo faccia il resto, per dire poi che è irreparabile? Le istituzioni non collaborano tra loro: il Commissario non sente le Soprintendenze, le banche dati della Curia, del Ministero e della Regione non dialogano tra loro. Il 70% delle opere d’arte è ancora sotto le macerie delle chiese. I  Vigili del Fuoco hanno potuto finora mettere in sicurezza non più di un quarto degli edifici. Solo due chiese sono state svuotate: le Anime Sante e Collemaggio. Mancano soldi e persone specializzate. I pochi che lavorano sono i volontari di Legambiente, ai quali non vengono nemmeno rimborsati gli affitti dei furgoni per portare quanto viene recuperato nel museo di Avezzano o nei depositi della Curia. Ma sarà poi possibile ritrovare le provenienze delle opere e riportarle (come è stato fatto dopo anni nelle Marche) nelle loro chiese di origine? Gli appalti sui beni culturali al massimo ribasso e il ricorso sistematico ad affidamenti diretti in gestione commissariale rischiano di svalutare il controllo sulla qualità della progettazione e dell’esecuzione. L’abbandono del centro storico e la costruzione di nuove case, le cosiddette  «new town», stanno uccidendo la «città». Ci si sta accorgendo che non c'è stata nessuna ricostruzione ma solo espansione edilizia. I nuovi insediamenti si dimostreranno presto un disastro sociale ancor prima che economico. La fuga verso le new town fa pagare al centro storico dell'Aquila un prezzo altissimo: la disgregazione della comunità e dei suoi valori immateriali di convivenza secolare. Italia Nostra ha deciso di lottare contro questo stato di fatto. Subito dopo il terremoto ha adottato l’Archivio di Stato dell’Aquila, dove si conserva la millenaria memoria della città, che ora è trasferito e riaperto nella zona industriale di Bazzano. Poi, il 31 luglio, ha chiesto il vincolo sull’intero centro storico, quale «unitario documento di cultura urbana». Invano. Ma il nuovo anno è iniziato con una rinnovata battaglia. Gli incontri, i dibattiti, le proposte di Italia Nostra si susseguono ora ogni 20 giorni e tutti nell’Archivio di Stato dell’Aquila. Il progetto è di arrivare entro marzo a una proposta di legge straordinaria per la ricostruzione dei centri storici del «cratere».

Alessandra Mottola Molfino, presidente nazionale Italia Nostra, da Il Giornale dell'Arte numero 295, febbraio 2010



GDA maggio giugno 2020

GDA408 maggio-giugno VERNISSAGE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELLE MOSTRE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELL

GDA408 maggio-giugno VEDERE IN ABRUZZO

GDA408 Inchiesta FAREMO COSÌ

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012