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Soprintendenze: tutti i pensionati

È sempre più problematico il quadro delle Soprintendenze italiane perché, oltre all’età media molto elevata dei funzionari statali, continuano a essere numerose quelle «scoperte» o dirette ad interim: a queste si aggiungono quelle che lo sono o lo saranno tra poche settimane, a causa dei prossimi pensionamenti. Suppliranno nelle prossime settimane le graduatorie dell’ultimo concorso per Soprintendenti? Dopo le uscite eccellenti di pochi mesi fa di Pier Giovanni Guzzo e Nicola Spinosa a Napoli e di Claudio Strinati a Roma (cfr. n. 291, ott. ’09, p. 1), ora il Mibac si trova a fare in conti con un altro gruppo di dirigenti giunti ai limiti di età. Liliana Pittarello, direttore regionale del Piemonte da poco più di due anni, lascia a metà febbraio Torino, dopo essere stata per 20 a Genova, per effetto del decreto salvacrisi del ministro Brunetta: aveva un decreto ad personam per lasciare nel 2012, a 67 anni; poi ha firmato per fermarsi fino a ottobre 2010, ora l’anticipazione. Lucia Fornari Schianchi, storica soprintendente di Parma e Piacenza che, alcuni anni fa, visse con un certo fastidio la scelta del Ministero di trasferirla temporaneamente a Siena-Grosseto: negli ultimi anni ha curato le importanti mostre dedicate alle glorie locali Parmigianino e Correggio. Per breve tempo l’interim potrebbe essere assegnato al soprintendente di Modena e Reggio Emilia Mario Scalini (anche se per lui non si esclude il trasferimento a Siena). Sempre ai primi di marzo dovrebbe lasciare la carica anche Carla Enrica Spantigati (Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Torino, Asti, Cuneo, Biella e Vercelli), altra studiosa e dirigente espertissima, così come il suo omologo a Parma e Piacenza Luciano Serchia. In procinto di lasciare nei prossimi mesi è poi Anna Maria Spiazzi, soprintendente per il Patrimonio storico artistico e demoetnoantropologico per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso e Gabriele Borghini, stesso incarico per Siena e Grosseto e Aldo Cicinelli del Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico per le Marche. Ha invece già abbandonato la poltrona ministeriale di soprintendente storico artistico di Mantova, Cremona e Brescia, Filippo Trevisani, responsabile lo scorso anno della riapertura di Corte Vecchia a Palazzo Ducale e della mostra d’arte contemporanea dedicata a Stefano Arienti nella reggia gonzaghesca. Altre posizioni restano scoperte: beni architettonici di Verona, Rovigo e Vicenza (interim di Andrea Alberti, soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici a Brescia, Mantova e Cremona), beni architettonici e storico artistici di Lucca e Massa Carrara (interim di Maria Guglielmo Malchiodi), Ostia antica (interim di Anna Maria Moretti), beni artistici di Salerno e Avellino (assegnata a Fabio De Chirico), beni architettonici di Lecce, Brindisi e Taranto (interim di Costanza Pierdominici), beni artistici e storici della Basilicata (interim di Fabrizio Vona dopo la pensione di Salvatore Abita), beni architettonici e storico artistici di Sassari e Nuoro (ad interim Gabriele Tola). Senza dirigente sono infine anche la Soprintendenza archivistica della Sardegna e quelle per i beni artistici e archeologici del Friuli Venezia Giulia. q

Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 295, febbraio 2010



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