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Medvedev e i monumenti russi distrutti

san pietroburgo. Alla fine di settembre 2009, durante una riunione governativa, il presidente Dmitri Medvedev ha sposato la causa del patrimonio architettonico a rischio, portando l’attenzione sulla distruzione di quasi 2.500 edifici considerati beni storici nel corso degli ultimi dieci anni. Per la prima volta un leader russo ha affrontato la questione del patrimonio architettonico del paese. «Più della metà dei monumenti necessita di urgenti interventi di restauro, afferma Medvedev. Gli esperti ritengono che nell’ultimo decennio la Russia abbia perso più di 2.500 monumenti storici e culturali posti sotto la tutela dello Stato». Alcuni edifici sono stati distrutti per le mire dei costruttori, l’incuria, la mancanza di fondi, l’azione del tempo e degli elementi naturali. Trattandosi di siti ufficialmente tutelati dallo Stato, si tratta in tutti i casi di violazione delle leggi. I conservatori hanno accolto con favore il fatto che un leader russo si interessi finalmente a questo problema, ma ritengono che i dati comunicati da Medvedev siano sottostimati. «La cifra dichiarata non corrisponde alla realtà, persino il Ministro della Cultura ha riportato un dato di 3mila edifici patrimonio del Paese distrutti nel corso degli ultimi dieci anni», afferma Alexander Margolis, un conservatore di San Pietroburgo. Margolis ha dichiarato che il Nord del Paese è stato più duramente colpito, con la perdita di molte importanti costruzioni lignee. A Mosca sarebbero 200 gli edifici distrutti durante gli ultimi quindici anni, in gran parte vittime dei piani di sviluppo immobiliari.

John Varoli, da Il Giornale dell'Arte numero 295, febbraio 2010



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