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Sommersa dal cemento

La Villa del Pastore non c’è più

La Villa del Pastore (in una foto degli anni Ottanta) ricoperta di rifiuti e case abusive

Castellammare di Stabia (Na). È sparita la Villa del Pastore, una delle più grandi residenze romane della Campania (19mila mq su tre piani) sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. con i suoi tesori ancora in gran parte da scavare. Individuata a metà Settecento, scavata tra il 1960-70 e poi abbandonata, nel 1980 era già sommersa da rifiuti e costruzioni abusive. Oggi lo scavo e il terreno che nasconde mosaici, affreschi e il resto della villa, sono quasi cancellati. Occupati da un’inesorabile colata di cemento: capannoni, case e una grande pizzeria. Tutto abusivo. Qui nel 1967, durante gli scavi condotti da Libero D’Orsi, l’archeologo di Castellammare che negli anni ’50 riportò alla luce l’antica Stabiae, è stata anche trovata intatta una statua in marmo di un pastore con l’agnello sulle spalle del I secolo d.C. È sotto chiave da 13 anni insieme con gli 8mila reperti dell’Antiquarium, nei locali umidi e fatiscenti di una ex scuola. Nel museo chiuso, sono in pericolo soprattutto i magnifici affreschi staccati dalle ville ...
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Tina Lepri, da Il Giornale dell'Arte numero 302, ottobre 2010

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