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Lunga linea a Long

La natura come materia prima per l’artista-viandante

Richard Long, «A Line in Scotland», 1981

Nella retrospettiva sull’opera di Long allestita alla Tate Britain fino al 6 settembre («Richard Long: cielo e terra») il curatore ha puntato l’obiettivo sul lungo cammino percorso dall’artista a partire dagli anni Sessanta.
La storia dell’arte non progredisce quando un artista crea qualcosa di assolutamente originale, ma quando il pubblico accetta ciò che ha fatto come un’opera d’arte compiuta. Quando Turner espose una tela che consisteva in due grandi archi dipinti in bianco e nero e nessuno rise quando la intitolò «Annibale che attraversa le Alpi», la pittura di paesaggio cambiò per sempre. Avvenne la stessa cosa nel 1967, allorquando il ventiduenne Richard Long camminò su una linea diritta nella campagna inglese, fotografò le tracce del suo passaggio e quindi espose la fotografia come opera d’arte compiuta. Così facendo proponeva al suo pubblico uno scambio: accettate di usare l’immaginazione per apprezzare quest’opera e io vi dimostrerò che la scultura si può fare ovunque, con qualunque materiale e usando una qualunque azione fisica.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Richard Dorment, da Il Giornale dell'Arte numero 289, luglio 2009


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