Tony Cragg vetraio a Murano

Dall’incontro con la fornace Berengo Studio sono nate le sperimentazioni dello scultore, ora esposte nel Museo del Vetro

Tony Cragg, «Cistern», 1999. Foto: Buchmann Lugano
Veronica Rodenigo |  | Murano

Dal 3 dicembre arriva per la prima volta al Museo del Vetro di Murano (Ve) l’artista britannico Tony Cragg (Liverpool, 1949) celebre per le sculture spesso frutto di assemblage. In tutto 40 lavori (di cui alcuni inediti) in vetro che ripercorrono fino al 13 marzo l’intera sua carriera e la sua collaborazione, nata nel 2009, con la fornace muranese di Berengo Studio.

Galeotta, per la concretizzazione del progetto, è stata proprio una visita all’istituzione muranese dell’artista accompagnato da Adriano Berengo. È scaturita così l’ispirazione per la mostra, in collaborazione con la Fondazione Musei Civici, intitolata «Silicon Dioxide», quel diossido di silicio da cui il vetro nasce.

«Da quando Cragg ha iniziato a collaborare con Berengo Studio, ci spiegano dalla fornace muranese, l’artista è sempre stato uno dei protagonisti di “Glasstress” (la mostra organizzata da Berengo Studio e Fondazione Berengo ogni due anni in occasione della Biennale Arte), presente con le sue opere in diverse edizioni nel corso degli anni. Questo forte legame si è evoluto anche al di fuori del mondo del vetro, tanto che Berengo ha supportato Cragg nell’allestimento e nella produzione della mostra “Tony Cragg - Sculptures and drawings” al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo nel 2016 e la mostra al Giardino di Boboli di Firenze nel 2019. Dopo oltre dieci anni di collaborazione, quindi, è sembrato opportuno celebrare il viaggio di Cragg con questo materiale e il suo rapporto con Berengo e Murano».

La duttilità del vetro offre difatti ulteriore spunto sperimentale per l’artista che nel corso degli anni lo plasma dando forma sia a oggetti concreti sia a nuove manipolazioni della materia allo stato fuso. In mostra si affiancano dunque esemplari come «Blood Sugar» (1992) in cui vasi dalle linee eterogenee campeggiano su piani verticali e inclinati, «Larder» (1999), colorato insieme di vasetti da conserva e «Curl» (2020) dalle sinuose trasparenze.

Quanto ai lavori più recenti, proseguono da Berengo Studio, «negli ultimi mesi Cragg ha lavorato a stretto contatto con i nostri maestri vetrai producendo una trentina di nuove opere. L’artista continua a operare sul concetto di fluidità del vetro, pertanto alcuni lavori si manifestano con avvitamenti piuttosto espressivi. Queste recenti sperimentazioni, inoltre, presentano una nuova curiosità per i vari effetti del vetro colorato. Dato che sarà presente all’allestimento e all’inaugurazione della mostra, Cragg ha deciso che sceglierà personalmente alcune di questi lavori il che significa che la selezione finale rimarrà sconosciuta fino all’inaugurazione del 3 dicembre».

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