Gnoli è «So Unique»

A Parigi, da Millon il 2 dicembre, un’asta per la tela «Il bottone sbottonato» del pittore italiano

«Il bottone sbottonato» (1969) di Domenico Gnoli (stima 1-1,5 milioni di euro) © Millon-Sam Mory
Luana De Micco |  | Parigi

Un’asta per un’opera: è «Il bottone sbottonato» di Domenico Gnoli, realizzato nel 1969 in occasione dell’ultima personale dell’artista organizzata nel dicembre di quell’anno alla Sidney Janis Gallery di New York. Faceva parte di un ciclo fortunato di una dozzina di tele, realizzate apposta per la mostra. L’accoglienza della critica fu trionfante, ma alcuni mesi dopo Gnoli, nato a Roma nel 1933, morì prematuramente, al culmine del riconoscimento da parte del mondo artistico newyorkese, a soli 36 anni (era il 17 aprile 1970).

Il 2 dicembre il quadro è messo all’asta nei Saloni del Trocadéro dalla maison parigina Millon (che nell’aprile 2020 ha messo a punto questo nuovo formato di aste «So Unique», cioè incentrate su una sola opera di punta). Stima: tra il milione e il milione e mezzo di euro.

A lungo considerato un outsider dell’arte italiana del ’900, forse perché attivo soprattutto tra Parigi e New York, forse perché senza etichette, precursore dell’iperrealismo degli anni Settanta, anticipatore della Pop art, Gnoli è oggi al centro di un’ampia retrospettiva alla Fondazione Prada di Milano (fino al 27 febbraio 2022), l’ultima curata da Germano Celant.

Un’«occasione rara», ha fatto notare Millon in una nota, per far scoprire l’artista a un pubblico internazionale. Non che i collezionisti non si siano accorti della virtuosità tecnica e dell’originalità dello stile di Gnoli, pittore del dettaglio, che da banale diventa surreale: l’opera «Sofa», anche questa esposta nel 1969 dal celebre gallerista newyorkese, era stata battuta da Sotheby’s a Milano per 2,5 milioni di euro nel novembre 2016.

Ma il record per l’artista risale al febbraio 2014, con «Black Hair», sempre del ’69, venduto per 8,5 milioni di euro da Christie’s a Londra. «Il bottone sbottonato» (in acrilico e sabbia su tela firmata), passato per la Galerie Krugier di Ginevra e la Galerie des Grands Augustins di Parigi, appartiene da 45 anni a un collezionista privata svizzero, che ora lo vende sfidando il record del 2014.

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