Il grido d’allarme di Maria

La Contemporary Week di Dorotheum, dal 22 al 24 giugno, parla austro-italiano

Michela Moro |  | Vienna

Nella sede centrale di Dorotheum a Vienna si svolge la Contemporary Week. Si inizia il 22 giugno con l’asta di Arte Moderna, per proseguire il 23 e 24 giugno con le due sessioni di Arte Contemporanea, per un totale di poco inferiore ai 600 lotti che, come nota Alessandro Rizzi, esperto di Arte Contemporanea, «rendono l’insieme un excursus molto piacevole nella storia dell’arte degli ultimi cent’anni, con bei cataloghi. L’arte italiana è ben rappresentata in entrambi gli ambiti, dalle avanguardie futuriste con Balla e Depero, ai più classici Tozzi e Guttuso fino a un barocco de Chirico per il moderno, mentre il contemporaneo vede, tra gli altri, un bellissimo arazzo di Boetti, stimato 260-360mila euro. Tre lavori rappresentano diversi periodi del percorso di Carla Accardi: una caseina su tela del ’63 e un sicofoil del ’67-76 ottimamente conservato, stimati 90-120mila euro e un paravento di grande effetto proveniente dalla collezione dell’artista valutato 70-100mila euro».

La lista italiana è lunga: da De Pisis a Marini, Soldati, Fontana, Guttuso, Wildt, con stime in ogni range di prezzo che arrivano fino agli 80-120mila euro per l’olio su tela «Cavalli sbandati dopo la battaglia» (1955-57) di de Chirico per l’asta di Arte moderna; mentre per la vendita di Arte contemporanea, spiccano, tra gli altri Castellani, Bonalumi, Burri, Pistoletto, Isgrò, Kosuth, Vedova con «Emergenti - a Bruno Taut» (1983) stimato 90-120mila euro e Dorazio con il dipinto «Il bello blu» (1961) proposto a 120-160mila euro. I francesi spaziano da Rodin e Renoir a Pissarro e Signac fino a Georges Mathieu con la tela «Le temps a laissé son manteau» (1987 ca) stimata 200-300mila euro.

Ma sono ovviamente gli artisti austriaci a fare la parte del leone, con una forte presenza che culmina con lavori dalle stime molto alte: è stimato 500-800mila euro il dipinto di Albin Egger-Lienz «Totentanz 1809» (La danza della morte) del 1916, che ha viaggiato attraverso l’oceano per tornare a casa. Era di proprietà di Elisabeth Rethberg (1894-1976), famosa cantante lirica tedesca che negli anni Venti lasciò l’Europa per trasferirsi in una villa a Riverdale, New York, zona allora rinomata per l’alta densità di musicisti e cantanti. La casa fu venduta, dipinto incluso, negli anni Cinquanta, così «La danza della morte» è rimasta in possesso dei medesimi proprietari fino ad oggi. L’austriaca magia del mondo dello sci è rappresentata con gli sciatori sulle piste a Kitzbühel, al centro del dipinto di Alfons Walde del 1927 «La salita degli sciatori», stimato 320-500mila euro.

Protagonista austriaca dell’asta di Arte contemporanea è invece «Gli animali selvatici sono in pericolo» (1980), dipinto di Maria Lassnig profetico e colossale (3x2 metri), valutato 600-800mila euro, in cui l’artista solidarizza con la parte sfruttata della natura, rappresentata sotto forma di un trofeo di pelle di leopardo steso come crocifisso.

«Sono significativamente aumentate finalmente le quotazioni di artisti come Arnulf Rainer e Hermann Nitsch, per i quali riceviamo offerte da tutta Europa, osserva Rizzi. È un rispolvero giusto e doveroso per artisti significativi dell’Azionismo viennese che sono ben presenti nelle collezioni italiane importanti e dei quali offriamo cinque lavori, con valori da 12mila a 75mila euro». Tra gli austriaci più contemporanei si segnala la presenza dei Gelitin con «Guernica» (2006), in plastilina e cera su legno, e di Erwin Wurm con la scultura in bronzo «Gulp» (2009), entrambe le opere con stima 25-40mila euro.

Un giovane italiano presente da consigliare ai giovani? «Sceglierei Flavio Favelli, in realtà ormai mid-career, che ha elaborato un linguaggio personale e particolare, dice Rizzi, del quale è in asta “Archivio” del 2003, stimato 4-6mila euro». Altre opere dalle stime importanti sono «Donna nuda e allungata» (2000) di Fernando Botero, stimata 380-480mila euro; «Portrait of a Lady» (1983) firmato Andy Warhol e proposto a 350-450mila euro e «Arancio» (1983) di Günther Uecker, stimato 280-380mila. Nella medesima tornata è incluso anche il bracciale «Ellisse» (1967) di Lucio Fontana in argento rodiato, lacca rosa e taglio, stimato 15-20mila euro.

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Michela Moro
Altri articoli in ASTE