Fuochi d'artificio e fumo di Londra

Da Christie's New York il 13 maggio il teschio del giovane Basquiat

Giovanni Pellinghelli del Monticello |  | New York

Serate coi fuochi d’artificio l’11 e il 13 maggio da Christie’s New York, non solo perché esordisce la nuova catalogazione delle vendite: «Arte del XX Secolo» per la Evening Sale dell’11 e «Arte del XXI Secolo» per quella del 13 (a sostituire le nomenclature «Impressionist & Modern Art» e «Post-War & Contemporary Art») ma più ancora per il conglomerato di capolavori e di stime da record offerti nelle due serate.

La 21th Century Evening Sale dell’11 maggio presenta come pièce de résistence «In This Case» di Jean-Michel Basquiat, un acrilico e pastello a olio su tela, firmato con titolo e data sul retro, 1983, stimato 50 milioni di dollari. Ultimo del trittico «Teschi» realizzato nel 1982-83, il dipinto è stato esposto nella retrospettiva di Basquiat del 2019 alla Fondation Louis Vuitton di Parigi accanto ad altre sue due opere di speciale significato, «Untitled» (1981) dal Broad Museum di Santa Monica, e «Untitled» (1982), acquistato nel 2017 per il prezzo record di 110,5 milioni di dollari dal collezionista giapponese Yusaku Maezaw, che già nel 2016 aveva acquistato da Christie’s a 57,3 milioni il terzo pezzo del trittico.

Coi suoi colori sfacciati e sfolgoranti, il vigore pirotecnico e la visione anatomica esplosiva e dilata del cranio, «In This Case» si pone come opera emblematica di tutta la tormentata poetica di Basquiat. Damigella d’onore è invece una delle più significative sculture degli ultimi trentacinque anni: «Martin ab in die Ecke und schäm Dich» (Martin! Nell’angolo e vergognati) di Martin Kippenberger, 1989, stimata 10-15 milioni.

Il 13 maggio sale sul rostro una delle 41 tele della monumentale «serie di Londra» di Claude Monet, dipinte sempre dalla stessa camera dell’Hotel Savoy in varie ore del giorno e del crepuscolo così da avere differenti, ma tutti eccezionali, cromatismi: «Waterloo Bridge. Effet de Brouillard» (1899-1903), proveniente da una collezione privata, è stimata a partire da 35 milioni di dollari. Solo un’altra opera della serie porta lo stesso titolo ed è conservata all’Ermitage di San Pietroburgo, già di proprietà del leggendario collezionista russo Ivan Morozov.

Pablo Picasso è presente con l'olio su tela «Femme assise près d’une fenêtre (Marie-Thérèse)» (1932). L’opera incorona la serie di capolavori dipinti nel 1932, non a caso definito «l’anno delle meraviglie». Per quasi mezzo secolo nella prestigiosissima collezione di Paul Mellon, «Untitled» (1970) di Mark Rothko, proposto con una stima di 40 milioni di dollari, è documentato come il suo penultimo dipinto. Paul e Rachel Mellon (la cui collezione sarebbe stata la pietra angolare sia dello Yale Center for British Art di New Haven sia del Paul Mellon Centre for Studies in British Art di Londra) acquistarono quest’opera nel maggio del 1971, meno di 18 mesi dopo il suo completamento.

Tra i grandi nomi in catalogo, non manca Vincent van Gogh, il cui olio su tela «Le pont de Trinquetaille» (1888) è stimato 25-35 milioni di dollari. Proveniente da una collezione privata europea e dipinta durante l’importante soggiorno di 15 mesi di Van Gogh ad Arles, l'opera dalla tavolozza di colori elettrici e pennellate intense è simbolica del periodo maturo dell’artista e ne esprime tutta la ricerca poetica e la sperimentazione. L’uso innovativo e autonomo che Van Gogh fa del colore, nella sua visione soggettiva della natura e del paesaggio, avrebbe infatti influenzato il corso della pittura del secolo a venire, lasciando il suo segno su artisti da Ernst Ludwig Kirchner e Pablo Picasso a Willem de Kooning e Francis Bacon.

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